“Gli ayatollah in Iran sono quello che erano da noi i preti. Khamenei è l’analogo del Papa”
Così il matematico Piergiorgio Odifreddi, nel salotto di La7, ha calcolato una perfetta equivalenza tra la nostra Italia e la Repubblica Islamica iraniana, dove in questi giorni una generazione in rivolta sta morendo ammazzata per le strade su cui è scesa a ribaltare il regime fondamentalista islamico che li opprime da decenni.
Eppure a nessuno è sembrato che domenica scorsa il Papa, insieme alla Porta Santa, abbia chiuso anche Internet, o che le Guardie Svizzere setaccino Roma casa per casa fendendo gli infedeli a colpi di alabarde.
Compreso il conduttore Parenzo che, rimarcando di essere “di un’altra azienda” (quella che non lavora di sabato, NdA), ha ricordato al professore che qui i preti non hanno mai ucciso nessuno.
E non servirebbe tirare indietro le lancette fino all’Italia preunitaria, come ha provato a fare Odifreddi obiettando che nello Stato Pontificio di allora fosse in vigore la pena di morte. Perché basta la recita delle elementari, non la laurea in storia del Risorgimento, per ricordare che, oltre a essere stati uno degli ultimi popoli in Europa a unirsi, possiamo vantarci di essere i primi ad aver abolito la pena capitale, insieme alla tortura. Quando? Anno 1796. Dove? Toscana. Chi? Il granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo, devoto cattolico.
La valutazione migliore, però, il professore la fa sul finale, dove, forse accortosi di aver sbagliato i calcoli, tenta di correggersi spostando gli addendi: “Io farei sparire gli ayatollah dalla faccia della Terra… Oppure li confinerei nella città santa di Qom, come il Vaticano: si chiudano lì dentro e non rompano”. Se la matematica non è un’opinione, per Odifreddi il problema Iran si risolve con la stessa soluzione che Benito Mussolini utilizzò per porre fine al conflitto Stato/Chiesa.
Nell’Italia dove imbrattare la statua del Papa e Santo Giovanni Paolo II è normale, mentre postare la foto di Schlein vestita da befana è una bestemmia, sono rimasti solo gli atei a credere nello strapotere della Chiesa. E, prendendo in prestito la sua passione per le analogie, potremmo definire Odifreddi, che dell’Unione degli Atei Agnostici Razionalisti Italiani è presidente onorario, il Papa degli atei. Atei che hanno passato talmente tanto tempo a convincere le persone dell’inesistenza di Dio da accorgersi che, se Dio non esiste, non ha più senso che esistano neanche loro. E visto che laChiesa la conoscono più dei preti, hanno rispolverato il più antico arnese dalla cassetta della Controriforma: la Santa… anzi, l’Atea Inquisizione, che al posto delle sentenze emette più razionalistici teoremi.
Il penultimo il matematico ce lo spiegava qualche mese fa, sempre nella stessa trasmissione, dopo l’assassinio di Charlie Kirk: “Sparare a Luther King o a Trump non è la stessa cosa… chi semina vento raccoglie tempesta”. Una disequazione che, come il piombo griffato “Bella Ciao” sparato contro l’attivista americano, ricorda molto le sentenze di morte dei tribunali delle BR, motivate gridando “uccidere un fascista non è reato”.
A questi profeti-scienziati andrebbe ricordato che, se possono permettersi di denigrare pubblicamente la civiltà di cui fanno parte, paragonandola a un regime teocratico dove al posto della polizia locale c’è la polizia morale (sì, si chiama proprio così), dove i reati non si trovano sugli articoli del codice penale ma nei versi del Corano, dove c’è scritto che le donne non possono scegliere come vestirsi, chi amare o se poter studiare, è proprio perché la nostra civiltà è fondata sui valori di quella croce. Una civiltà talmente libera che, nonostante gli faccia così schifo, permetterebbe loro anche di andarsene altrove. Ma, nonostante i loro lamenti, anche stavolta non li abbiamo visti salpare.



















“Nullo martiro fuor che la tua rabbia sarà al tuo furor dolor compito” Inferno, XIV 71-72
L’ennesima prova che ormai i veri fanatici sono ormai fuori dalle chiese; indefessi paladini della Verità che si può misurare e dissezionare… Ricordo che una volta, in un intervista, il nostro esimio matematico dichiarò che da piccolo voleva fare il Papa, prima di scoprire la Dea Ragione e il suo Verbo, la Matematica… Ora, personalmente considero questa una delle più eclatanti prove che qualche Dio esiste!