«Qualche tempo fa nella trasmissione della Gruber a cui partecipavo come ospite, Massimo Giannini l’aveva definita “italietta”. Il solito disprezzo snob per la nostra provincia, per i quasi ottomila comuni che costituiscono l’Italia. Invece la nostra è una biodiversità culturale incalcolabile, e posso dirlo fuor di retorica che io amo il nostro paese proprio per quello che è: una piccola provincia». Così Edoardo Sylos Labini durante la conferenza stampa in RAI per la presentazione della seconda stagione di «Radix», in onda a partire da venerdì 25 settembre in seconda serata su Rai3.
Una doppia presentazione, perché per i tipi di RAI Libri il direttore di CulturaIdentità ha pubblicato «Le città identitarie. Luoghi e personaggi che hanno fatto la storia della provincia italiana». Un titolo programmatico di un’idea che è diventata un format di successo per la corazzata della produzione culturale italiana.
«Il filone delle “storie pop” per raccontare chi siamo è un percorso che la RAI condivide con Edoardo – ha detto Marco Lanzarone, vicedirettore di RAI Cultura – che ha presentato il nuovo programma insieme al libro. «“Radix” – ha continuato Lanzarone – non è uno dei molti programmi della RAI che, meritoriamente, raccontano il nostro territorio. Parte però da un’idea diversa, quella di prendere degli oggetti, che possono essere per esempio una canzone (come nella prima puntata dedicata a Sorrento) e da quelli risalire a ritroso ai personaggi a loro legati e quindi alla storia».
«La chiave del racconto è proprio nell’idea di Edoardo di usare quel “presente storico” per riportare le città della provincia italiana al loro passato, ai grandi personaggi che le hanno rappresentate e quindi alle loro radici» ha concluso il vicedirettore, aggiungendo come la RAI si sta sempre più aprendo verso una divulgazione pop della storia e dell’identità italiana anche attraverso linguaggi giovanili come quelli degli influencer. «Radix» dunque si inserisce in una strategia di apertura verso un pubblico giovane e differente da quello che è stato il tradizionale riferimento dell’audience della TV pubblica: «Siamo noi che dobbiamo andare verso il pubblico giovane, non possiamo pretendere che siano loro ad adeguarsi» spiega Lanzarone.
Venerdì 25 settembre, dunque, riparte in seconda serata su Rai 3 «Radix». Storia, arte e memoria dei luoghi attraverso le vite di chi li ha resi unici in un racconto d’autore firmato e condotto da Edoardo Sylos Labini. La seconda stagione porta lo spettatore in otto città italiane di provincia, ciascuna raccontata attraverso due figure che ne incarnano l’anima più autentica e sorprendente. Si parte da Sorrento, la «città che canta», tra il paroliere Aniello Califano e il musicista Salve D’Esposito, maestro di Ennio Morricone e Armando Trovajoli con la partecipazione del nipote dell’autore di Anema e core, Andrea Rossi D’Esposito e del direttore del Premio Penisola Sorrentina, Mario Esposito.
Poi Ferrara, capitale rinascimentale degli Este, con la rivalità tra due grandi donne e sovrane della storia italiana: Isabella d’Este e Lucrezia Borgia. Altra tappa Loano, in Liguria, dove rivivono l’ammiraglio Gianandrea Doria e Rosa Raimondi, madre di Garibaldi. A Catania, invece, il genio musicale di Vincenzo Bellini incontra la Sicilia verista di Giovanni Verga. Pavia racconta la scienza con Alessandro Volta e Camillo Golgi, mentre Rovereto ripercorre le avanguardie del Novecento attraverso Fortunato Depero ed Ettore Tolomei, il geografo irredentista che fu l’«inventore» della Venezia Tridentina. Quindi Marino, nei Castelli Romani, dove le fontane danno vino per celebrare la vittoria di Lepanto, con protagonista Marcantonio Colonna e Felice Orsini. Infine, Pizzo, in Calabria, chiude la stagione tra la cattura di Gioacchino Murat, il francese che diede fuoco alle polveri del Risorgimento italiano, e il voto che diede origine alla Chiesetta di Piedigrotta.
Ogni episodio unisce narrazione, luoghi e testimonianze dirette: storici dell’arte, direttori di musei, scrittori e protagonisti della cultura locale accompagnano Edoardo Sylos Labini, insieme a volti noti della cultura, dello spettacolo e della musica – da Gabriele Lavia a Shel Shapiro, da Marco Lodola a Luisa Amatucci – che raccontano il proprio legame personale con questi territori. La formula che ha reso riconoscibile «Radix» si arricchisce di un respiro più ampio, dal Rinascimento estense alle avanguardie futuriste, dalla scienza pavese alle grandi battaglie della Storia. Il programma conferma così la sua capacità di trasformare la storia locale in un racconto universale, restituendo alle città italiane le loro anime identitarie più sorprendenti e meno conosciute.
«Radix», prodotto da RAI Cultura, è un programma di Edoardo Sylos Labini, scritto con Massimiliano Griner con le musiche originali di Maestro Sergio Colicchio e le esterne del filmaker Pierluigi Braca, la stessa squadra di successo dell’altro programma di Sylos Labini, Inimitabili, a cui si aggiunge l’esperienza di un importante regista della tv pubblica, Ciro D’Aniello. Il programma è curato da Sabrina Acca e dalla produttrice esecutiva Alessandra Giorgi. Lo studio è girato al Centro di produzione Rai di Napoli, un’eccellenza della Tv di Stato che andrebbe sfruttata ancor più.


















