La Città Identitaria di Civita di Bagnoregio, con Bolsena, Capitale dell’arte contemporanea 2028

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Old town of Bagnoregio

Il borgo da cui nel 2020 prese il via la Rete delle Città Identitarie conquista, insieme a Bolsena, il prestigioso riconoscimento del Ministero della Cultura. Un milione di euro per un progetto che unisce arte, territorio e nuove generazioni.

Civita di Bagnoregio e Bolsena saranno Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028. La proclamazione è arrivata oggi, 12 ottobre, dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, durante la cerimonia ospitata nella Sala Spadolini del Ministero, a Roma. A conquistare il riconoscimento è stato il progetto «Arte che viene, arte che va», con cui i due comuni della Tuscia hanno superato le candidature di Capri, Padova e Pozzuoli. Per la realizzazione del programma culturale è previsto un finanziamento di un milione di euro.

Una notizia che assume un significato particolare anche per CulturaIdentità. Proprio a Civita di Bagnoregio, il 3 ottobre 2020, Edoardo Sylos Labini lanciò la Rete delle Città Identitarie, alla presenza del sindaco Luca Profili, di Vittorio Sgarbi, allora primo cittadino di Sutri, dell’On. Mollicone, di esponenti e dirigenti di CulturaIdentità e di numerosi sindaci di Comuni che aderirono alla Rete. Nella suggestiva piazza San Donato sfilarono i gonfaloni delle città rappresentate, dando vita a un progetto dedicato alla valorizzazione delle identità locali.

Sei anni dopo, il borgo della provincia di Viterbo torna protagonista della scena culturale nazionale, questa volta insieme alla vicina Bolsena. Il progetto premiato dalla giuria punta a trasformare la Tuscia in un laboratorio diffuso di arte contemporanea, coinvolgendo artisti internazionali, istituzioni culturali e comunità locali. Tra gli interventi previsti figurano installazioni artistiche, il recupero di spazi e percorsi educativi rivolti ai giovani, con l’obiettivo di lasciare sul territorio un patrimonio destinato a durare anche oltre il 2028.

Un riconoscimento importante per un territorio che ha fatto della propria storia una risorsa per il futuro. Civita di Bagnoregio, fondata dagli Etruschi oltre duemilacinquecento anni fa e conosciuta come «la città che muore» per la progressiva erosione del colle su cui sorge, è diventata negli ultimi decenni una delle mete più conosciute della Tuscia. Un luogo che convive con la fragilità del proprio paesaggio e che, attraverso il turismo e le iniziative culturali, ha saputo conquistare una nuova centralità.

Il legame tra patrimonio storico e creatività contemporanea è stato richiamato anche dal ministro Giuli, che durante la proclamazione ha sottolineato l’importanza del dialogo tra antico e contemporaneo e dell’attenzione alle nuove generazioni. Una prospettiva che trova spazio nel programma delle due città, pensato per coinvolgere l’intero territorio e creare nuove opportunità culturali. Per Civita di Bagnoregio, luogo simbolo della nascita delle Città Identitarie, la proclamazione rappresenta un nuovo capitolo di un percorso che mette al centro il valore delle comunità e delle loro radici. E per la Tuscia, spesso lontana dai grandi circuiti culturali nazionali, il 2028 sarà l’occasione per dimostrare quanto il patrimonio delle province italiane possa contribuire alla vitalità culturale del Paese.

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