A Pescara con CulturaIdentità il futuro della scuola raccontato coi libri

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A Pescara – città identitaria – è il momento de La Rivol_istruzione, presentazione presso l’Aurum dei libri di Paola De Franceschi – “La Scuola al contrario” e di Francesca Romana Poleggi “Per amore dei nostri figli”.

L’evento, promosso da CulturaIdentità Pescara verrà introdotto dai saluti istituzionali di Fernando Di Camillo, Presidente MAC regione Abruzzo, Vincenzo D’Incecco, Consigliere regionale e coordinatore regionale LEGA e dal Dott. Massimiliano Nardocchi, Direttore Ufficio scolastico regionale. A presentare i volumi sarà Rossano Sasso, deputato e docente, con la moderazione di Carola Profeta Vice Presidente MAC Abruzzo e responsabile di CulturaIdentità per la città di Pescara.

PER AMORE DEI NOSTRI FIGLI

Il malessere delle nuove generazioni è evidente: sono giovani fragili e stressati, bulli (o peggio) e bullizzati, con disturbi dello sviluppo e disagi psicologici, oggi più che mai. E non è colpa della chiusura sociale causata dalla pandemia, perché i dati prima del 2020 erano già preoccupanti. Sarà colpa dei “genitori Peter Pan”? Sarà colpa della scuola? Sarà perché i ragazzini sono spaventati dall’incertezza del futuro? In una società che li sessualizza precocemente, subiscono abusi attinenti la sfera sessuale; la pornografia, la pedofilia e la pedopornografia non solo non vengono combattute con efficacia, ma sono oggetto di un tentativo ideologico di normalizzazione. Forse, però, sono addirittura più gravi i danni che subiscono attraverso gli schermi dei telefonini, dei tablet e dei computer. E poi, quanta parte del disagio giovanile dipende dai falsi miti sulla droga “leggera” (che in questo libro vengono smantellati uno a uno)? Il rimedio a tanto malessere e a tanto ingiusto dolore innocente sta anche nella riscoperta, nella valorizzazione, nella protezione della famiglia. Nel mettere a fuoco – anche attraverso riflessioni di buon senso e dati e studi consultabili in letteratura – ciò che fa male ai nostri ragazzi, speriamo di invogliare gli educatori a una riflessione più ampia sulla sofferenza delle nuove generazioni, andando oltre i problemi materiali ed economici, che certamente ci sono. Per guardare con gli occhi del cuore, capaci di vedere oltre la realtà oggettiva che è fatta di dati e notizie di cronaca inquietanti. Per guardare dove sta la speranza. Ciascuno di noi può contribuire alla ricostruzione di quello che è andato distrutto. Ma innanzitutto bisogna rendersi conto di che cosa manca e dove sta il problema. Possiamo e dobbiamo farlo. Per amore dei nostri figli.

LA SCUOLA AL CONTRARIO

La scuola al contrario è quella in cui chi spreca risorse pubbliche non chiede nemmeno scusa e dove una burocrazia spesso abnorme e inutile fa sprecare tempo e risorse, e si vivono anni di precariato prima di entrare in ruolo, i Dirigenti Scolastici devono fare i salti triplo mortali per garantire il miglior funzionamento possibile tra tagli continui, mala gestione dell’organico, mancata manutenzione degli edifici , risorse spesso mal distribuite.
E’ una scuola dove alunni e genitori arrivano talvolta a perpetrare comportamenti inimmaginabili, tra cui vere e proprie aggressioni ai danni dei docenti e in cui, in maniera silente ma continua, si insinuano teorie pericolose come quella Gender. Nonostante una maggioranza evidente, sono sempre più presenti atteggiamenti che mirano all’appiattimento delle tradizioni culturali del nostro paese a vantaggio di minoranze che spesso non esprimono nessuna volontà di integrazione. E’ una scuola che a molti non piace per niente! Va “raddrizzata” per il bene di chi la frequenta e di chi ci lavora con passione e impegno, nonostante tutto, e nel solo interesse di fare il bene dei bambini e dei ragazzi che la frequentano.

L’intento è quello di porre al centro dell’attenzione lo stato “comatoso” della scuola italiana, cosa non va, da cosa dobbiamo proteggere i nostri figli e nipoti, puntando l’attenzione sulla maggiore partecipazione delle famiglie al percorso scolastico dei propri figli al fine di vigilare sul percorso curriculare degli studenti e studentese. La priorità della scuola è formare, istruire, non educare, nel senso che la trasmissione dei valori etici, morali e confessionali sono e rimangono a capo della famiglia e non si possono delegare alla scuola perchè poi non si sà chi e come si trattano certi argomenti.

Un caso per esempio è il progetto della ASL di Pescara “non perdiamo la bussola” che laddove ci siamo cominciati ad occupare e interessare di cosa sarebbe stato detto ai ragazzini di 12 anni (era un progetto destinato alla prima media) ,e di fronte a molte defezioni da parte delle famiglie che non hanno firmato il consenso informato, guarda caso il progetto scolastico è stato sospeso, come mai?

Ecco allora bisogna vigilare e bisogna pretendere il rispetto dell’art 26 dei diritti umani che sancisce che la priorità educativa spetta alla famiglia. Non arretreremo di un millimetro e monitoreremo al fine di evitare progetti gender nelle scuole e l’applicazione della carriera alias.

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