Altro che Halloween, noi festeggiamo i nostri Santi

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Halloween è un’invenzione commerciale recente? In buona parte sì: fu proprio l’iniziativa di una multinazionale come la Cesar — nata per produrre e vendere costumi in un periodo dell’anno privo di grandi ricorrenze — a spingere e riempire quel “vuoto” che precede il Natale. Per non parlare dell’apparato coreografico: la famosa zucca intagliata è solo un’astuzia di marketing moderno, dato che negli antichi riti celtici si usavano semplici cipolle o rape! Ma l’aspetto commerciale è solo la superficie. La cosa davvero grave è la lenta e inesorabile sovrapposizione alle nostre vere radici e alla nostra identità religiosa.

Inseguiamo la frenesia di “fare festa a tutti i costi”, senza renderci conto che stiamo sostituendo la nostra tradizione con manifestazioni che di sacro, tradizionale e profondo non hanno assolutamente nulla.

Il 1° Novembre è la Festa di Tutti i Santi: la luce di Cristo Risorto e la testimonianza di chi ci ha preceduto nella fede, non l’enfatizzazione dell’oscurità con costumi da streghe, mostri e demoni. Il 2 Novembre ricordiamo i nostri Defunti: con la preghiera e nella speranza certa della Resurrezione, ponendo al centro Gesù Cristo e l’amore per i nostri cari, non le zucche vuote.

Se proprio non si riesce a resistere alla smania di travestirsi e far festa, perché non proporre un’alternativa vera? Sarebbe stupendo vedere i nostri bambini vestiti dal Santo di cui portano il nome, invece che da streghe o maghi new age.

Riscopriamo il senso profondo delle nostre feste: sosteniamo la Vita, la Luce e la Speranza, non le mode di consumo!

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