Ancona, con il dossier intitolato “Ancona, questo adesso”, è stata proclamata Capitale italiana della Cultura 2028. L’annuncio è stato dato dal Ministro della cultura, Alessandro Giuli con la cerimonia ufficiale nella Sala Spadolini del Ministero di via del Collegio Romano, alla presenza della Giuria di selezione e dei rappresentanti delle dieci città candidate. Alla città di Ancona, che fa parte della Rete delle Città Identitarie, viene assegnato un contributo di un milione di euro, per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura.
“Un viaggio attraverso le bellezze della nazione” ha definito questa edizione il presidente della Commissione, Davide Maria Desario. “La qualità complessiva dei progetti è stata ottima” ha sottolineato Desario, evidenziando la difficoltà per la Commissione di dover effettuare una scelta.
“Sono molto d’accordo col presidente Desario nel dire che se di vincitore ce n’è uno solo, il fatto di essere qui è indice che i progetti sono importanti e questi progetti non andranno dispersi” ha aggiunto il ministro Alessandro Giuli. “Il cerchio della nazione deve essere sempre unito e non deve spezzarsi”. “In questa busta ci sarà la caput Italiae” ha concluso il ministro prima di proclamare la città vincitrice.
“Un momento molto importante per una città, per una comunità, per una regione”, ha detto il sindaco Daniele Silvetti dopo la proclamazione.
Il titolo di Capitale italiana della cultura viene conferito dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro Giuli che recepisce la raccomandazione della Giuria di selezione. La raccomandazione con la motivazione del riconoscimento arriva dopo un attento percorso di valutazione, che ha incluso anche le audizioni delle dieci finaliste.
Le finaliste
Erano in lizza per il titolo di Capitale italiana della cultura per l’anno 2028 23 città di cui dieci sono entrate nella rosa delle finaliste. Delle 23 città candidate, tre appartengono alla Rete delle Città Identitarie: le finaliste Anagni e Catania, e Pomezia presente nella prima selezione. Ecco le altre nove città della rosa delle finaliste:
Anagni (Fr), Città Identitaria, con il dossier «Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce».
Catania, Città Identitaria, con il dossier «Catania continua».
Colle di Val d’Elsa (Si) con il dossier «Colle28. Per tutti, dappertutto».
Forlì con il dossier «I sentieri della bellezza».
Gravina in Puglia (Ba) con il dossier «Radici al futuro».
Massa con il dossier «La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia».
Mirabella Eclano (AV) con il dossier «L’Appia dei popoli».
Sarzana (SP) con il dossier «L’impavida. Sarzana crocevia del futuro».
Tarquinia (VT) con il dossier «La cultura è volo».
La Capitale italiana della cultura è un’iniziativa promossa dal Mic, Dipartimento per le attività culturali, che mira a valorizzare il patrimonio italiano e a incentivare la progettualità delle città nel segno della cultura. Per maggiori informazioni sull’iniziativa c’è il sito dedicato.
Quinta edizione di “Cantiere città”
Per le dieci città finaliste al titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 prende il via Cantiere Città. Promosso dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, il percorso di capacity building supporta le città nella realizzazione di alcuni progetti sviluppati per la candidatura, con l’obiettivo di valorizzare le idee emerse e consolidare le relazioni avviate.


















