Arpino. Nel mitico centro fondato dal dio Saturno

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All’ombra della Torre di Cicerone si tengono ancora feste tra sacro e profano

Arpino, miticamente fondato da Saturno, è uno dei centri più antichi e rilevanti sul piano culturale ed artistico della provincia di Frosinone.
Notevole è l‘Acropoli, denominata “città di Cicerone”. Si tratta di una barriera di mura megalitiche che probabilmente fu il nucleo originario del primitivo insediamento del popolo dei Volsci, un antico popolo italico di origini indoeuropee.
La grandiosità di queste mura, che si trovano pure in altri paesi dei Volsci (Atina, Aquinum, Sora, Signia, Arcis) e degli Ernici (Aletrium), ha suggerito alla fantasia popolare il nome di mura pelasgiche (in ricordo dei preellenici, mitici Pelasgi) o ciclopiche (i giganti omerici). E’, però, più giusto chiamare questo tipo di mura “poligonali” proprio per la forma che presentano gli enormi massi, sovrapposti l’uno sull’altro senza alcun legame di malta.
L’Acropoli è ancor oggi abitata da un centinaio di persone, alcune delle quali dedite in loco all’artigianato e alle attività agricole.
Al centro delle mura sorge la Torre di Cicerone. La più importante chiesa di Arpino è quella dedicata a San Michele Arcangelo. Recenti studi fanno ritenere che l’attuale edificio sorge su un antichissimo tempio pagano. Tuttavia, l’attuale struttura risale al XVIII e XIX secolo. Altre chiese, oltre a quelle che si trovano nell’antico borgo di Civita Vecchia sono quelle dedicate alla Madonna di Loreto, caratteristica per la sua pianta a forma ottagonale, a Sant’Antonio ricca di elementi decorativi e a Sant’Andrea. Essendo Arpino una cittadina ricca di storia non possono quindi mancare le tradizioni e le ricorrenze.
Tra le tradizioni si può citare la distribuzione gratuita di polenta che ricade il giorno di Sant’Antonio Abate. Questa ricorrenza è chiamata il “Pappone” e viene celebrata il 17 gennaio per ricordare le gesta della confraternita locale. Questa, infatti, distribuiva ai poveri un pasto caldo proprio nel giorno dedicato a Sant’Antonio.
Altra manifestazione è il “Favone” di San Giovanni che ricade all’inizio dell’estate (23 giugno) per celebrare un’antica ricorrenza pagana legata ai cicli del sole e della semina. Nel quartiere Colle si allestisce una grande pira fatta con ginestre che viene arsa al calare del sole. Durante l’attesa gli arpinati e i visitatori rallegrano la festa con canti e balli tra bicchieri di vino e spaghettate.

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