Il sindaco del capoluogo abruzzese ci racconta la grande kermesse culturale che ora coinvolge l’intero territorio aquilano
L’edizione 2026 dei Cantieri dell’Immaginario non rappresenta soltanto uno degli appuntamenti più attesi dell’estate culturale italiana. È il punto di approdo di un percorso iniziato nel 2017, quando, con l’insediamento della nostra amministrazione, scegliemmo di imprimere una svolta a una rassegna già importante, ma che sentivamo dovesse diventare il simbolo di una città capace di guardare oltre la ricostruzione.

Con la direzione artistica del Maestro Leonardo De Amicis abbiamo cambiato prospettiva, superando una narrazione che troppo spesso relegava L’Aquila al solo racconto del terremoto. I Cantieri hanno assunto un respiro nazionale, ospitando artisti di assoluto prestigio nella straordinaria cornice della scalinata di San Bernardino e aprendosi progressivamente anche al territorio. Oggi la rassegna coinvolge il Teatro San Filippo, recentemente restituito alla città, e i comuni di Capitignano e Tione degli Abruzzi, nella convinzione che la cultura sia un motore di crescita per l’intera area aquilana.

L’edizione 2026, la nona del nuovo corso, coincide con l’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura e rappresenta il coronamento di un’idea che abbiamo perseguito con determinazione: investire nella cultura, nella ricerca e nell’innovazione come strumenti di sviluppo e rigenerazione. L’apertura con Roberto Bolle restituisce plasticamente la dimensione raggiunta dalla manifestazione e testimonia quanto L’Aquila sia ormai riconosciuta come luogo capace di ospitare grandi eventi culturali.
Ma il valore dei Cantieri non si misura soltanto nella qualità del cartellone o nella presenza di grandi artisti. Si misura nella partecipazione di migliaia di cittadini, nella capacità di coinvolgere persone di ogni età e di trasformare gli spazi della città in luoghi di incontro, condivisione e bellezza. Anno dopo anno gli aquilani dimostrano di amare la propria città e di contribuire, con la loro presenza, al successo di questa manifestazione.
Il Teatro Stabile d’Abruzzo, che oltre all’impegno artistico cura l’organizzazione della rassegna, insieme a tutte le realtà culturali e associative del territorio rendono i Cantieri dell’Immaginario un’esperienza corale.

Oggi L’Aquila ha superato la narrazione che la identificava esclusivamente con il sisma. Quel dolore appartiene alla nostra memoria, ma non definisce più il nostro futuro. La città sta vivendo un autentico Rinascimento culturale, di cui i Cantieri dell’Immaginario sono una delle espressioni più significative. Perché la cultura è libertà, crea opportunità, rafforza le comunità e lascia ai giovani l’eredità più preziosa: la consapevolezza che il futuro si costruisce investendo nelle idee, nella creatività e nella bellezza. È questo il modello che vogliamo continuare a coltivare, all’Aquila e nelle aree interne, ben oltre l’anno di Capitale italiana della Cultura.

















