Montanelli, il seminatore di zizzania sul numero estivo di CulturaIdentità

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Il Bastian Contrario del giornalismo italiano, forse il più grande di tutti alla macchina da scrivere. Indro Montanelli a 25 anni dalla sua scomparsa è al centro del numero estivo di CulturaIdentità, la rivista fondata e diretta da Edoardo Sylos Labini.

Montanelli, il cui nome è un richiamo al Dio indiano del Tuono e che di secondo nome all’anagrafe faceva “Schizogene“, seminatore di zizzania, fu un alfiere della libertà ed è uno dei protagonisti della terza stagione di Inimitabili in onda su Rai3. La sua iniziale adesione al fascismo si trasformò in rifiuto del regime ma mai in antifascismo conformista, come ci racconta Massimiliano Griner, che ci porta anche a scoprire i primi passi nel mondo della stampa che Montanelli mosse con i giornali del Ventennio, soprattutto quelli più di fronda come l’Universale e Omnibus.

E proprio in quegli anni Montanelli inizia a farsi le ossa come inviato all’estero: un’epopea – fra folgoranti reportage e immaginifiche (forse anche troppo…) descrizioni degli eventi e dei protagonisti della politica mondiale – che lo porterà dall’Africa Orientale alla Spagna, dalla Finlandia all’Ungheria. Emanuele Mastrangelo racconta il Montanelli testimone del suo tempo, dalla conquista dell’Impero in AOI alla strenua resistenza del popolo di Budapest davanti ai carri sovietici nel 1956.

E in Africa si svolge un’altra pagina, quella forse più controversa della biografia di Indro Montanelli: il suo rapporto di madamato con una ragazza eritrea. Fantasia o esotismo per conquistare il pubblico? Di certo, gli è valso accuse infamanti e vandalismi contro il monumento che lo ricorda a Milano…

Angelo Crespi quindi ci conduce a scoprire il rapporto al fulmicotone con un altro gigantesco protagonista del giornalismo italiano: Leo Longanesi. Amici, rivali, nemici, entrambi troppo intelligenti e mordaci per ignorarsi.

Quella a Paolo Mieli è poi la prima delle due lunghe interviste che Sylos Labini ha realizzato per raccontare Indro Montanelli dalla voce di due grandi direttori di giornale. Mieli, figlio di un redattore comunista – Renato – che Montanelli volle al Corriere, ci parla del suo affetto per quello che definisce senza dubbi il più grande giornalista italiano del XX secolo, e di come riuscì a ottenere il suo ritorno al Corriere della Sera nel 1995.

Indro aveva infatti dovuto lasciare la sua creatura diletta, Il Giornale. Una testata nata dopo la rottura con il Corriere della Sera a causa del carattere indomabile e irsuto del toscanaccio. Col Giornale, ci racconta Francesco del Vigo, Indro Montanelli crea una testata veramente libera, conservatrice, di destra. Troppo perché le Brigate Rosse non arrivassero a mettere nel mirino il suo direttore, gambizzandolo al culmine degli Anni di Piombo.

Anno in cui però Indro incrocia un giovane e rampante editore brianzolo: Silvio Berlusconi. «Tu sei il proprietario, io sono il padrone», fu l’accordo fra i due negli anni dell’idillio, dal 1977 al 1994. Poi, come ci spiega Alberto Lancia, il Cavaliere decide la “discesa in campo” e Montanelli, nel timore di perdere la sua libertà di movimento e di coscienza va allo scontro.

Un passaggio drammatico, della vita di Indro che ci racconta dall’interno proprio il suo successore alla direzione del Giornale, Vittorio Feltri, nella seconda grande intervista di questo numero di CulturaIdentità, fra ricordi personali e riflessioni sul mestiere di giornalista.

E come di consueto, CulturaIdentità è il racconto dei territori e della vita culturale delle Città Identitarie. Questo numero si va a L’Aquila, le cui notti – ci racconta il sindaco Pierluigi Biondi – sono illuminate dalla grande kermesse de I Cantieri dell’Immaginario. E poi Lecce, capitale del Barocco pugliese che si appresta ad accogliere una grande mostra con le tele più nascoste della collezione Borghese di Roma.

Infine le rubriche, che ci riportano al tema di copertina: Valentina Caruso ci porta a scoprire la città natale di Montanelli, Fucecchio, dove ha sede la Fondazione dedicata al grande giornalista e diretta dalla nipote Letizia Moizzi, intervistata per i lettori di CulturaIdentità. E quindi le recensioni, con Alberto Scuderi che ci fa scoprire il saggio di Montanelli “Dante Alighieri. Ovvero Durante di Alighiero degli Alighieri”, biografia di un toscano scritta da un toscano.

CulturaIdentità è una rivista bimestrale che si può leggere abbonandosi a questo link.

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