Come i bersaglieri a passo di carica contro gli incapaci al governo

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ilgiornalie.it

Alle 9 del mattino il segnale dato da un generale piemontese, Raffaele Cadorna. Poi nell’aria il frastuono delle cannonate e il rumore del crollo del tratto di mura che si stende a qualche decina di metri da Porta Pia. Il dominio temporale dei Papi termina dopo più di 1000 anni. Così il 20 settembre 1870 la breccia di Porta Pia: l’esercito ottiene ciò che appariva, solo pochi anni prima, un miraggio. E come i bersaglieri di allora sul numero di settembre di CulturaIdentità andiamo a passo di carica contro il qualunquismo militante di chi da anti casta si è fatto casta e contro l’incompetenza di chi senza preparazione e senza capacità è stata chiamato a sedere sulla poltrona che fu di Giovanni Gentile. Il referendum sul taglio dei parlamentari e la riapertura delle scuole sono al centro del numero in edicola: troverete in maniera approfondita tutti i motivi (anche quelli che nessuno vi ha mai detto) per votare no al taglio di deputati e senatori tanto caro al Movimento Cinque Stelle e troverete tutte le ottime ragioni perché sui social debba essere assolutamente in tendenza l’hashtag #Azzolinabocciata #Azzolinadimettiti. Soli (o quasi) contro tutti celebriamo un compleanno molto particolare: i 100 anni della Carta del Carnaro. Questa sì davvero la più bella Costituzione del mondo: scritta dal sindacalista Alceste de Ambris e rielaborata e promulgata da Gabriele d’Annunzio l’8 settembre 1920 a Fiume, durante gli ultimi mesi dell’impresa fiumana. Impresa a cui d’Annunzio stesso dedica la famosa Canzone del Carnaro, con dentro l’altrettanto famoso detto dannunziano “Eia eia alalà”, che altro non è che la ripresa di un grido di guerra dell’antica Grecia, che si vuole pronunciato da Achille. Tante come sempre le firme prestigiose: Daniele Capezzone, Marco Gervasoni, Diego Fusaro, Francesco Maria del Vigo, Angelo Crespi, Simone Baldelli, Emanuele Ricucci. E non mancano, è ovvio, Edoardo Sylos Labini e Alessandro Sansoni. Ancora: molte le interviste, tra cui quella al candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia Raffaele Fitto e quella al teorico del pensiero debole, il filosofo Gianni Vattimo, durissimo sulla didattica a distanza e la digitalizzazione dell’istruzione: “Sono terrorizzato, sarebbe la fine della scuola”. Ecco, per chi vuole liberare l’Italia dal disastro della Azzolina e per chi con coraggio si scaglia contro la demagogia d’accatto portata in Parlamento dai 5S, l’appuntamento assolutamente da non perdere è in edicola con CulturaIdentità: mica vorrete essere complici del sistema?

3 Commenti

  1. alberto ciapparoni, per caso lei è un cuoco(penta)stellato? ha preparato una minestra fatta di capra e cavoli, senza nessun sapore! bersaglieri in carrozzella(come la mozzarella)giovanni gentile alla pizzaiola e d’annunzio al cartoccio.

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