“Con la musica porto il messaggio di Don Bosco nel mondo”

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Gianmario Strappati, il giovane solista di tuba affermato a livello internazionale, si racconta a CulturaIdentità

Ma è vero che discoteche e videogame non t’interessano neanche un po’?

I miei interessi sono legati ad una grande passione: la musica. Lo studio del repertorio classico, romantico, moderno e contemporaneo, ma anche dell’arte e della cultura in genere, occupano gran parte del mio tempo. Fino ad ora non ho provato particolari attrazioni per le discoteche e i videogames.


Hai detto che la tuba è lo strumento del secolo, in che senso?


L’evoluzione tecnica che ha accompagnato nei vari decenni strumenti a ottone come la tromba e il trombone ha favorito la stesura di interessanti trattati di pedagogia che ne hanno accresciuto lo sviluppo del registro e della tecnica in generale. Era tempo di dedicare una maggiore attenzione ad altri strumenti della stessa famiglia come la tuba e l’euphonium, capaci di offrire interessanti colori e particolari sonorità. Non è un caso quindi che oggi un numero sempre maggiore di compositori scriva opere dedicate alla tuba, all’euphonium e al cimbasso, donando all’ascoltatore un mondo di suoni ed effetti finora sconosciuto. Inoltre un numero sempre maggiore di studenti si iscrive ogni anno ai corsi di tuba presso i conservatori di stato, scuole di musica e accademie di alto perfezionamento, facendone accrescere ulteriormente l’interesse.


Hai suonato ovunque in Europa e pure in Russia: ci sono differenze fra l’una e l’altra a livello di orchestre?

Esistono molte scuole in Europa con diverse offerte formative. La professionalità dei musicisti che compongono le orchestre più prestigiose, sono il frutto di una preparazione portata avanti nelle più importanti istituzioni didattiche del continente ed oltre. Ho avuto l’opportunità di esibirmi ovunque in Europa e incontrare musicisti meravigliosi in Germania così come in Spagna, Romania, Moldavia, Grecia, Bulgaria, Austria… In Russia mi sono esibito in veste di solista al festival Tchaikovsky eseguendo il concerto di Arutiunian per tuba e orchestra. Accompagnato dalla straordinaria Filarmonica di Izhevsk ho potuto ammirare la grande professionalità dei musicisti russi, con molti dei quali ho mantenuto con loro rapporti di grande amicizia e professionaltà.

Ma non hai fatto neanche la più piccola follia, tipo bere vodka a colazione?


In Russia ero impegnato nella realizzazione di un evento che mi vedeva solista in un prestigioso Festival come il Tchaikovsky. Nei giorni che precedevano il concerto ho dedicato tutto il mio tempo allo studio e alle prove. Un’attesa vissuta all’insegna della concentrazione e al servizio della grande musica.. Nei giorni seguenti, accompagnato dalle autorità del luogo, ho avuto modo di visitare interessanti opere legate alla storia e alla cultura della Repubblica di Udmurtia: n ho assaggiato vodka ma ho degustato squisiti dolci locali.


Qual è il tuo repertorio? C’è un autore classico che definiresti moderno?


Come accennavo in precedenza ho avuto l’opportunità di eseguire spesso il repertorio originale per tuba e orchestra, in primis il concerto di R. V. Williams che ho dedicato nel recital di Londra al grande tubista J. Fletcher, il concerto di A. Arutiunian, di E. Gregson, di J. Williams ecc… ma anche un repertorio che va dalle più belle pagine del barocco fino al contemporaneo. Eseguo cosi musiche di A. Marcello, V. Bellini, C. Saint-Saens, J. Brahms, P. Mascagni, G. Puccini, A. Piazzolla, N. R. Korsakov, V. Monti ecc… L’autore classico che ritengo “più moderno” è J. S. Bach. Ho avuto l’onore di suonare nel 2019 al Bachmuseum di Lipsia, per il 334esimo compleanno del “Padre della musica”.

Sei un altruista: cosa fa un Ambasciatore di Missioni Don Bosco per la musica nel mondo?


Missioni Don Bosco è una grande famiglia nata per aiutare chi è più povero e solo. La sede centrale di Missioni Don Bosco si trova a Torino ed è una residenza molto grande dove vi è anche la Basilica di Maria Ausiliatrice, che fece costruire Don Bosco. Nel dicembre scorso ho tenuto in questa chiesa un concerto per tuba e organo alla presenza di un grande pubblico in occasione di una mostra dedicata all’esodo. I missionari salesiani sono in tutto il mondo per portare il messaggio di San Giovanni Bosco. Loro hanno fondato molte scuole, laboratori per insegnare ai giovani un lavoro e numerose bande musicali alle quali partecipano molti giovani in ogni parte del mondo. Durante i miei concerti nei vari continenti parlo di questo portando alla conoscenza di tutti il grande patrimonio umano. Questo è il mio ruolo di Ambasciatore di Missioni Don Bosco per la musica nel mondo.

Tieni anche masterclass per i giovani: com’è per un ragazzo insegnare ai ragazzi?


L’inizio dell’esperienza didattica ha coinciso con il primo concerto per tuba e orchestra che ho tenuto a Cava de’ Tirreni all’età di 14 anni accompagnato dalla Filarmonica di Bacau (Romania). In quell’occasione vinsi il premio Nino Rota assegnato in precedenza ad artisti quali K. Ricciarelli e J. Horowitz. Da allora ho alternato l’attività artistica a quella didattica dapprima come assistente poi in veste di guest professor presso l’Università di Chisinau (Moldavia), Timisoara (Romania) e di recente al Conservatorio Plurinacional della Bolivia, in Brasile, Uganda, Venezuela, Kosovo, Argentina, Albania ecc… Prossimamente in Messico, Honduras, Perù e Inghilterra. In ogni occasione cerco di trasmettere ai ragazzi l’entusiasmo e l’amore per la musica, incoraggiandoli alla realizzazione dei loro sogni, con la consapevolezza però che ciò comporta: passione, caparbietà, serietà, umiltà e spirito di sacrificio.

Gianmario Strappati , il giovane solista di tuba affermato a livello internazionale si racconta a CulturaIdentità

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