Da Milano a Città del Messico l’arte di Pauldavìd rende più vera la realtà

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Casinò Royale parte 2

Nel 2015 Arte Mondadori li seleziona fra i quaranta migliori artisti italiani emergenti e per l’occasione li premia per l’opera “Rinascita?” all’evento chic della Milano degli art addicted al Palazzo della Permanente. Ma Patricio Slim, collezionista art addicted pure lui e figlio di Carlos Slim, l’imprenditore classificato al settimo posto da Forbes fra i più ricchi del pianeta, è già il loro mecenate e committente. Se l’arte contemporanea è fatta (anche) di globetrotters culturali, loro ne sono la quintessenza: Pauldavìd è lo pseudonimo di due fratelli, Davide Michael e Simone Romano Mizzau, che dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano vanno a Città del Messico, entrano in contatto con i neoespressionisti eredi dei Maestri Diego Rivera, Frida Kahlo, Josè Clemente Orozco, Alvaro Siqueiros e conoscono Patricio Slim. Il resto è la storia di mostre e premi nelle città del mondo, da Pamplona, dove entrano in relazione con Antonio López García definito dal grande Robert Hughes “maestro del Realismo”, a Roma e Milano e ovunque abbiano una mostra o un premio, come il Premio Marchionni al MAGMA-Museo Arti Grafiche del Mediterraneo o la selezione a RomArt-Biennale internazionale di arte e cultura. Il loro stile è un crossover di neoespressionismo e Nuova oggettività e passa da una pittura scabra al collage, sovente su supporti “poveristi” cioè materiali di riciclo. Sulla scia del realismo espressionista e di sperimentazioni post-art brut il sodalizio Pauldavìd recupera l’istanza della rappresentazione della realtà più ricca di quanto sembri. Attualmente vivono e lavorano tra l’Italia e Città del Messico.

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