Gabriele Cirilli : “Io, Gigi Proietti ed Ettore Petrolini..”

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Gabriele Cirilli è uno degli attori comici più amati dal pubblico italiano di tutte le età, tra teatro e tv ha fatto tanta gavetta prima di arrivare al successo meritato. L’attore abruzzese non nasconde di essere da sempre molto legato alla figura di Ettore Petrolini. Lo racconta anche durante la puntata di Inimitabili condotta da Edoardo Sylos Labini, andata in onda in seconda serata su Rai 3 domenica scorsa e disponibile su Rai Play, e lo ribadisce in queste righe.

 In che modo ti senti legato a Petrolini, tu che hai scelto di intraprendere la sua stessa carriera?

Direi soprattutto grazie alla nostra storia familiare. La famiglia del grande maestro infatti, assomiglia alla mia per molti versi. Da piccolino al grande maestro piaceva recitare ovunque, proprio come a me e come accadde a Petrolini i miei genitori, come i suoi appunto, non volevano che recitassi. Mio padre, per esempio,  voleva che facessi una professione tipo  l’impiegato alle poste, insomma si auspicava che avessi il posto sicuro. Mia madre, invece, proprio come mamma Petrolini,  era di vedute ben più larghe e più di ogni altro mi sostenne quando decisi di andare a Roma a tentare il provino per entrare al Laboratorio di Gigi Proietti.

Tu portasti proprio un monologo di Petrolini al provino per tentare l’avventura con Proietti al Laboratorio di Arti Sceniche. Giusto?

 Si portai proprio un pezzo tratto dai monologhi di Gastone. Corsi un bel rischio perché osare di misurarmi con questo straordinario personaggio era da matti. Mi spinsi a recitare addirittura il monologo in dialetto abruzzese e non mi limitai alla performance, tanto è vero che portai i musicisti da Sulmona al posto di avere la base in audiocassetta. Cercai pure di assomigliare il più possibile a Gastone indossando il frac e facendomi il trucco bianco con le occhiaie che purtroppo si sciolse prima dell’esibizione, perché mi ero presentato al mattino presto mentre mi chiamarono a sera inoltrata.

Per Gigi Proietti Petrolini era un riferimento. A voi allievi che cosa vi riportava di questa sua grande ispirazione?

Gigi ci restituiva tutto con grande generosità , in più c’era un linea di continuità secondo me tra Petrolini e Brecht. Per Petrolini era necessario guardarsi da fuori, con autoironia, proprio come Brecht e come Proietti.

Petrolini dal vivo dominava il pubblico..

Esattamente , interagiva con la platea proprio come faccio io . Il pubblico ama confrontarsi con l’artista, però bisogna saperlo fare: Petrolini ci riusciva benissimo , Proietti direi benone.. io ci provo.

Oltre al personaggio di Gastone, i cavalli di battaglia di Petrolini erano diversi, ce ne sono altri che ti hanno ispirato?

Io ho inventato lu Guapp… una sorta di Gigi er bullo abruzzese che mi accomuna sia  al mio maestro Gigi Proietti e,  molto lontanamente, a Ettore Petrolini. Molto lontanamente  perché  anche solo tentare di essere come lui è difficilissimo così come quello che faceva quest’attore geniale. Sono difficilissimi i “non sense” che faceva lui, degli scioglilingua incredibili: io mi ricordo ancora il primo pezzetto che scrissi per imitarlo, era una sorta di quel che si dice un calembour.

Quali sono i prossimi appuntamenti che ti vedranno protagonista?

Fra poco partirò in tournée con lo Show Vitality, un titolo che ho scelto per che scimmiottare Ricky Gervais che porta per il mondo il suo Mortality: è un one man show con il quale affronto temi diversi. Si tratta proprio di uno spettacolo di stand up scritto con Alessandro Clemente, grande autore e felice padre della trasmissione Only. Sarò in giro per tutta l’Italia con questo “Ciri Raider”, parafrasando il famoso film della fine degli anni sessanta, Easy Rider.

Ma so che c’è un’altra novità?

Si vi annuncio in anteprima anche l’uscita del libro “Lui è meglio di me” edito da La nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi. È la storia mia e di mio figlio Mattia raccontata e scritta a insaputa uno dell’altro, Mattia ha scritto di Gabriele e viceversa.

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