Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco celebra la sua prima Festa

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Difendono gli italiani dal 1939, come specialità, anche se le loro radici affondano nella Roma di Ottaviano Augusto. Dall’anno scorso i Vigili del Fuoco hanno anche una festa commemorativa dedicata, istituita con decreto del 27 febbraio 2025, che si celebra in tutte le strutture centrali e periferiche, con l’obiettivo di ricordare la nascita del Corpo Nazionale e di valorizzarne la storia, l’impegno quotidiano e il servizio reso alla collettività.

Il tema scelto per questa prima edizione è “Lì dove serve”, a sottolineare il ruolo centrale dei Vigili del Fuoco nelle attività di soccorso, prevenzione, tutela della sicurezza e ai bisogni della popolazione. Il 27 febbraio 1939, nasceva infatti il Corpo nazionale, riunendo i vari Corpi dei pompieri sul territorio.

La storia ci racconta che a partire dal 1861, e durante la fase di completamento dell’Unità d’Italia, la situazione dei servizi antincendio era caratterizzata dalle differenze dei vari modelli organizzativi ed operativi presenti nelle diverse città. Pertanto, la primaria esigenza era quella di procedere all’unificazione delle norme che regolavano l’attività dei vari Pompieri Comunali; in tal senso si provvide prima tramite apposite deliberazioni degli organi comunali e quindi mediante Decreti Ministeriali inseriti negli Atti di Governo.

Con il Regio Decreto del 10 ottobre 1935, legge n. 2472, tutti i Corpi furono uniti sotto il “Corpo Nazionale Pompieri”, posto alle dirette dipendenze del Ministero dell’Interno, suddiviso in Corpi Provinciali con sedi nei capoluoghi di provincia e coordinato da un Ispettorato Centrale con funzioni tecniche di indirizzo e di coordinamento.

Solo però con il Regio Decreto n. 333 del 27 febbraio 1939, il Corpo pompieri assume la denominazione di “Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”. Il suo creatore è stato il Prefetto Alberto Giombini, un Ardito della Grande Guerra, che raccolte la pesante eredità prima augustea poi bonapartesca, avviò un’opera riformatrice che condusse i pompieri a quelli che conosciamo oggi. A partire dal nome, secondo alcuni suggerito da Gabriele d’Annunzio, di “vigili del fuoco”. Inoltre, tra il 1940 e il 1941, si avviò la costruzione di una grande opera architettonica in funzione del loro operato: le Scuole Centrali Antincendi, inaugurate il 4 agosto del 1941. Una complessa struttura costruita nel quartiere di Roma “Capannelle” che prevedeva ampi spazi e grandi edifici, palestre e piscina, moderni laboratori tecnici di chimica, meccanica, idraulica, elettrotecnica e di costruzioni di materiali e che consentì un adeguato addestramento per le esigenze di ordinario soccorso e per quelle legate alla guerra allora in corso e che tuttora continua a preparare i nuovi vigili del fuoco.

Grazie all’opera di uomini valorosi come il Prefetto Giombini, abbiamo avuto in eredità uno dei Corpi dello Stato che nel tempo si è evoluto in risposta alle continue emergenze che colpiscono purtroppo ciclicamente il nostro Paese.

Ecco perché è importante seguire la strada dei nostri padri, con una riforma del sistema di soccorso Italia, puntare sulla prevenzione e investire sulla professionalità di donne e di uomini dei Vigili del Fuoco formato da professionisti del soccorso per la sicurezza dei cittadini, dei loro beni e per la tutela del patrimonio naturale e culturale”

Quindi lunga vita al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco!

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