Paul Bradley, per tutti è Mal dei Primitives. Quello di “Yeeeeeh!” meglio conosciuta come “I tuoi occhi sono fari abbaglianti”. Oltre sessant’anni di carriera e ancora bello da morire (come dicono le nonne), ha fatto innamorare le fanciulle della beat generation con canzoni rimaste nel tempo come “Pensiero d’amore”, “Parlami d’amore, Mariù”, “Bambolina” e “Occhi neri, occhi neri”. Ha divertito i bambini degli anni settanta che seguivano le avventure di Furia cavallo del west (1977) che “beve solo caffè, per mantenere il suo pelo più nero che c’è”. La sigla tv era una forza della natura, per non parlare della seconda edizione (1978) quando sfornò la nuova “Furia soldato”. L’ultimo singolo del cantante britannico scoperto da Alberigo Crocetta e Gianni Boncompagni, è “I’m still singing”. Lo incontro sulle alture di Genova Pegli.
Possiamo dire che hai passato tutta la vita intorno alla musica?
Certo, tra l’altro qui a Genova lavoravo sempre, negli anni ’60 c’era un locale molto bello qui vicino, sotto l’albergo Mediterranee, però mi sa che non esiste più. Ricordo che era sul mare…bellissimo.
Tu hai dedicato un disco intero al mare. Come si chiamava?
E’ vero, “Nel mare della musica”, era un best che raccoglieva tanti dei miei vecchi successi rifatti, rivisitati, rimasterizzati ed era uscito nel 2016 per i 50 anni di carriera. Sai, io sono arrivato in Italia nel 1966, quindi sessant’anni fa. Mamma mia. Naturalmente ho cominciato un po’ prima in Inghilterra, ho fatto dischi in inglese prima di arrivare in Italia e poi è arrivato il debutto al Piper Club di Roma. Ho cominciato ascoltando Elvis Presley, Little Richard, Jerry Lee Lewis, Fats Domino, Chuck Berry, queste sono le mie radici.
E’ vero che hai conosciuto i Pink Floyd quando erano agli inizi?
Sì tutti quei personaggi che all’epoca cominciavano, Spencer Davis, Patty Pravo… gli anni Sessanta sono davvero difficili da togliersi dalla pelle.
Oggi chi sono i fans di Mal che vengono ai concerti?
Qualsiasi età! Bambini, ragazzi, le mamme e le nonne.
Qual è la prima canzone nelle tue scalette delle serate live?
“Sei la mia donna” presentata a Sanremo nell’82, perché le parole rappresentano proprio la mia storia. Il testo dice: Era la metà del ’66 e i jukebox suonavano “Help” e “Pennylane”. C’è tanta gente che mi ama ancora, è incredibile.
Negli anni 60/70 hai partecipato anche a diversi film. Ti ricordi “Terzo Canale. Avventura a Montecarlo”?
Mi ricordo anche la polizia che mi aiutava perché i fans mi saltavano addosso, mi strappavano i capelli e i vestiti, erano altri tempi (ridiamo) e quel film girava intorno al gruppo prog dei Trip che volevano arrivare al successo partendo da Roma, ma poi Montecarlo non c’entrava niente. Io stavo seduto su un cavallo e rappresentavo una sorta di allucinazione. Ma i miei film veri sono stati “Pensiero d’amore” con Silvia Dionisio e Pippo Franco, poi è arrivato “Lacrime d’amore” che è stato il seguito del primo film. Poi dopo ho fatto un altro film con Giacomo Agostini “Amore Formula 2”. Andava di moda così, li chiamavano musicarelli, quando un disco arrivava in classifica, il giorno dopo veniva scritta una storia per fare un film e tutti i cantanti dovevano diventare attori.
E’ vero che sei bravo a giocare a golf?
Certo, come fai a saperlo? Io gioco a golf, ho messo su un’associazione di cantanti, musicisti, golfisti e Memo Remigi è uno dei nostri soci, uno dei primi storici soci della nostra associazione e noi andiamo in giro giocando a golf, facendo le tournee, facendo le gare e dopo le gare mangiamo e poi facciamo la musica nel campo di golf, nei club’s house, facciamo grandi happening. Su internet c’è una foto mia insieme a Memo Remigi quando lui è venuto su a Castel d’Aviano perché io vivo vicino a Pordenone, la nostra sede è proprio là, lui è venuto su e abbiamo fatto una gara insieme e l’ho battuto. Memo Remigi era il numero uno in Italia tra i golfisti junior, era giovanissimo, number one! Ho coinvolto anche mio figlio ed è diventato bravissimo. A lui non interessa la musica, ma solo il golf.
Tu e Memo Remigi avete in comune anche il successo televisivo legato alle trasmissioni per bambini. Lui con “Topo Gigio” e tu con le sigle di “Furia cavallo del West”, “L’Uomo Squalo” e “Mackintosh”. Ti divertivi in mezzo ai bambini?
Uh si, era molto divertente. “Mackintosh” era la sigla del “Dirigibile”, il programma sulla Rai con Maria Giovanna Elmi. L’aveva scritta Romolo Siena e parlava di uno scozzese simpaticissimo con la pipa in bocca, vestito con un kilt rosso e blu. Invece “Furia cavallo del West” è stato proprio un grande successo inaspettato, scritto da Albertelli con l’orchestrazione dei fratelli De Angelis. Quando in televisione mi facevano cantare sempre e solo “Furia” mi arrabbiavo. Adesso per fortuna le cose sono cambiate.
Ma durante le serate la canti ancora?
Per forza. Furia cavallo del West, si lava i denti col seltz per poi sorridere bene: in fondo è sul set! Come me.



















Mal dei Primitives