In occasione dei cento anni del primo, storico sorvolo del Polo Nord da parte del Generale Umberto Nobile, Aeronautica Militare e Consiglio nazionale delle ricerche organizzano due giornate di celebrazioni a Roma, oggi e domani. L’obiettivo è valorizzare la memoria di Nobile e far conoscere la storia e le esplorazioni polari di cui il nostro Paese è stato ed è protagonista. Il centenario del sorvolo è insomma un’importante occasione per riflettere su come, ieri e oggi, l’Artico sia al centro dello scacchiere geopolitico e sul ruolo importante che l’Italia vi ha svolto e vi svolge tuttora.
Oggi si tiene la giornata di studi “Umberto Nobile: memorie di aria e fuoco” presso la sede centrale CNR, introdotta dal presidente Andrea Lenzi e dalla direttrice dell’Istituto di scienze polari Giuliana Panieri, durante la quale sarà presentata la piattaforma digitale contenente gli archivi di Nobile custoditi dall’Aeronautica e dal Comune di Lauro. Nella città natale dell’esploratore, tra venerdì e domenica, si è tenuta un’altra manifestazione per il centenario. Nel pomeriggio si inaugura invece al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle la mostra fotografica “Due sguardi sull’artico a confronto” curata da Enzo Barracco, che fino al 31 maggio raccoglie gli scatti in bianco e nero della spedizione e quelli realizzati nel 2025 durante una spedizione in Alaska e in Artico di Sea Beyond. Immagini che valorizzano bellezza e fragilità degli ecosistemi remoti.
Domani presso il Palazzo Aeronautica, l’AM organizza il convegno “Il volo del Norge 1926: Nobile al Polo Nord”, sulle spedizioni polari e le attività di ricerca in area artica e antartica, con accademici, esperti e giornalisti. Merita di ricordare che la missione del Norge, un secolo fa, fu compiuta da Nobile con Roald Amundsen. E che l’esploratore norvegese fu vittima nel 1928 della sventurata missione del generale italiano con il Dirigibile Italia, precipitato al Polo Nord: nell’incidente morirono otto membri dell’equipaggio cui si aggiunsero ben nove soccorritori, tra i quali appunto Amundsen, che era corso alla ricerca dei superstiti nonostante i rapporti di ostilità con Nobile.
Il norvegese e l’italiano sono due personaggi mitici, emblematici di un’epoca eroica e avvincente dell’esplorazione polare e dell’aeronautica. Insieme realizzarono ciò che pareva impossibile, il sorvolo del Polo Nord, e i loro destini si sono incrociati in modo tragico tra rivalità, errori e “sgambetti” politici. Nobile, tra l’altro, fu osteggiato già da prima della tragedia polare da Italo Balbo, il gerarca che deteneva e pretendeva il controllo totale dell’evoluzione aeronautica fascista.
Le tracce di quell’epoca affascinante giungono fino a noi anche attraverso vie curiose. Un documentario realizzato da Sky Tg24 nella base polare del CNR, intitolata proprio al Dirigibile Italia, ha ispirato “Quo Vado”, il film che ha detenuto fino a pochissimo tempo fa il record di spettatori e incassi del cinema italiano, come spesso dichiarato da Checco Zalone. La pellicola si impernia, infatti, sul rapporto tra il protagonista cultore del “posto fisso” e la ricercatrice polare, tanto appassionata del suo lavoro da affrontare sacrifici e rinunce.

















