Marino e Nemi, Città Identitarie del vino. Un’esperienza che parla all’Italia

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Foto Andrea Chiarucci – StudioClic

Il passaggio di consegne del titolo di Città Italiana del Vino, celebrato nella cornice istituzionale della Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, ha assunto un significato che va ben oltre il valore simbolico. Ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso che ha visto nei Castelli Romani e in particolare nei Comuni di Marino e Nemi – Città Identitarie della rete della Fondazione lanciata da Culturaidentità – due realtà capaci di interpretare il riconoscimento come progetto culturale, civico e territoriale.

Marino, comune capofila, città del vino, sotto la guida del sindaco Stefano Cecchi, ha incarnato il legame profondo tra comunità e viticoltura, riaffermando il ruolo del vino come elemento fondante della storia cittadina, della socialità e delle tradizioni popolari. Nemi, comune coordinatore, ha espresso una visione unitaria del territorio: il sindaco Alberto Bertucci, vicepresidente nazionale dell’Associazione Città del Vino e coordinatore del Lazio, ha sottolineato come il titolo abbia rappresentato uno strumento concreto di promozione integrata, capace di rafforzare il dialogo tra istituzioni, comunità e operatori culturali.

La centralità dell’esperienza dei Castelli Romani è stata confermata dalla presenza di autorevoli esponenti delle istituzioni nazionali. Tra gli intervenuti, il senatore Giorgio Salvitti, il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra, il senatore Marco Silvestroni e il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo, che hanno evidenziato il valore strategico del vino come racconto dei territori e come leva di sviluppo economico e culturale.

All’evento hanno preso parte anche Andrea Chiarucci, responsabile di CulturaIdentità dei Castelli Romani, e l’imprenditore José Amici, in qualità di coordinatore dei Comuni dei Castelli Romani del vino, a testimonianza di un lavoro capace di mettere in rete istituzioni, mondo produttivo e associazionismo.

Un riconoscimento condiviso anche dal presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, Angelo Radica, che ha definito la Città Italiana del Vino una vera e propria capitale diffusa, capace di rafforzare l’identità dei territori.

Il biennio dei Castelli Romani si chiude così come un’esperienza significativa, nella quale Marino e Nemi si sono affermate come Città Identitarie che stanno costruendo il proprio immaginario culturale, strumento di coesione tra comunità ed istituzioni.

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