Si vota domenica 22 marzo dalle ore 7 alle ore 23 e lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle ore 15 per il referendum sulla Giustizia. Con la vittoria del SI finalmente si potrà mettere in atto una riforma più giusta per i cittadini e per i magistrati che non sono politicizzati. Ecco sette buoni motivi per VOTARE SI.
1 – Separare le carriere di giudici e PM
Retaggio di un’epoca passata, l’appartenenza di giudici e pubblici ministeri al medesimo ordine squilibra il processo a sfavore dell’imputato. La riforma propone una separazione netta delle carriere, prevedendo due distinti percorsi professionali, due distinti Consigli Superiori (o sezioni autonome) e l’impossibilità di passaggio da una funzione all’altra.
2 – Dare efficacia all’art. 111 della Costituzione
Il principio del giusto processo impone che il giudice sia terzo e imparziale rispetto alle parti ed è sancito dall’art. 111 della Costituzione. La separazione delle carriere realizza finalmente questo articolo e rende effettivo – e non solo teorico – il modello accusatorio al posto del vecchio modello inquisitorio, peraltro già sorpassato dal nuovo Codice di Procedura Penale nel 1989.
3 – Garantire l’indipendenza dei PM
La separazione delle carriere sancisce l’indipendenza del pubblico ministero e chiarisce il suo ruolo di parte processuale, titolare dell’azione penale, distinta e separata dal giudice. Il PM sarà autonomo e indipendente da ogni altro potere dello Stato, ivi compreso quello degli attuali colleghi giudicanti. Così sarà garantito un maggiore equilibrio tra accusa e difesa.
4 – Superare le correnti nel CSM
Il cuore della riforma è il superamento dell’attuale Consiglio Superiore della Magistratura, nel quale prevalgono logiche di correntismo e che va a gestire le carriere e l’operato tanto di giudici quanto di pubblici ministeri. Esso verrà dunque sdoppiato per categoria di magistrati e la sua composizione determinata per estrazione a sorte.
5 – Due CSM per due magistrature
Magistrati giudicanti e requirenti avranno due diversi Consigli Superiori dedicati. Non ci saranno più commistioni o interferenze su nomine, trasferimenti, progressioni di carriera e procedimenti disciplinari. Giudici e PM avranno così un consiglio di riferimento dedicato e coerente con le proprie funzioni.
6 – Introdurre l’elezione per estrazione a sorte
I componenti “togati” dei due CSM verranno estratti a sorte tra tutti i magistrati, mentre i “laici” saranno estratti a sorte da una lista prodotta dal Parlamento e approvata a maggioranza. I criteri di selezione saranno quindi svincolati dalle correnti politicizzate fra i magistrati mentre per i membri “laici” si punterà a nomi condivisi da maggioranza e opposizione.
7 – Creazione di una Alta Corte disciplinare per i giudici
Finora la giurisdizione disciplinare sui magistrati è esercitata dal CSM. Con la riforma verrà istituita un’apposita Alta Corte composta 15 membri con almeno 20 anni di servizio: 9 giudici togati e 3 laici, sorteggiati come per i CSM, e 3 laici direttamente nominati dal Presidente della Repubblica. L’organo si occuperà degli illeciti disciplinari e dell’irrogazione delle sanzioni amministrative, così che anche i magistrati che sbagliano saranno sanzionati.

















