Il Duomo di Lecce, cuore barocco del Salento

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Di Lupiae - Opera propria, CC BY-SA 3.0,

La cattedrale barocca della Città Identitaria capitale del Salento attraversa secoli di arte, fede e luce nel cuore della città

Nel cuore del Salento, nel centro storico di Lecce, sorge il Duomo dedicato a Maria Santissima Assunta e a Sant’Oronzo. È una delle espressioni più suggestive del barocco leccese, lo stile che segna profondamente l’identità della città e che sembra scolpire la luce sulle facciate dei palazzi e delle chiese. La cattedrale domina la scenografica Piazza del Duomo, uno spazio raccolto e solenne dove architettura e storia si fondono in un equilibrio armonioso.

La costruzione della cattedrale attraversa i secoli. Una prima chiesa venne edificata nel 1114, seguita da una ricostruzione intorno al 1230. L’aspetto attuale risale però al grande intervento del 1659, voluto dal vescovo Luigi Pappacoda, che affidò i lavori all’architetto Giuseppe Zimbalo, tra i più importanti interpreti del barocco nel Mezzogiorno. Entrando nella piazza si resta naturalmente attratti da quella che molti considerano la facciata principale, ma in realtà l’ingresso originario si trova sul lato della chiesa, rivolto verso il vicino Palazzo Vescovile. La facciata è scandita da pilastri e colonne scanalate che dividono lo spazio in cinque parti. Al centro si apre il portale, affiancato dalle statue di San Giusto e San Fortunato, mentre sopra una balaustra si staglia la figura di Sant’Oronzo, presenza simbolica che sembra vegliare sulla città.

L’interno della cattedrale ha una pianta a croce latina ed è articolato in tre navate. La navata centrale e il transetto sono coperti da un elegante soffitto ligneo intagliato del 1685, nel quale sono inserite le tele del pittore Giuseppe da Brindisi. Lungo le navate si susseguono dodici altari, oltre all’altare maggiore, creando un percorso visivo ricco di dettagli e devozione. Sotto la chiesa si conserva una cripta risalente al XII secolo: uno spazio raccolto e suggestivo, attraversato da un corridoio sostenuto da novantadue colonne, i cui capitelli sono decorati con figure umane scolpite. Qui l’atmosfera diventa più intima e raccolta, quasi sospesa.

Accanto alla cattedrale si innalza il campanile, costruito tra il 1661 e il 1682 sempre su progetto di Giuseppe Zimbalo, in sostituzione della precedente torre normanna crollata all’inizio del Seicento. Alto circa settanta metri, ha una struttura quadrata articolata in cinque piani. L’ultimo livello è coronato da una cupola ottagonale rivestita di maioliche, sulla quale si trova la statua in ferro di Sant’Oronzo. Oggi il campanile è visitabile grazie a un ascensore che permette di raggiungerne la sommità.

Da lassù lo sguardo si apre oltre i tetti della città. Nelle giornate limpide la vista arriva fino al mare Adriatico e, all’orizzonte, si intravedono perfino le montagne dell’Albania. È un punto di osservazione privilegiato da cui Lecce appare nella sua interezza: una città di pietra chiara, storia e luce, dove il barocco va oltre il mero concetto di stile diventando una forma di racconto scolpita nella materia.

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