Referendum sulla Giustizia: cos’è, per cosa si vota e fino a che ora si vota

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Il referendum del 22 e 23 marzo 2026 è un referendum costituzionale confermativo (ex art. 138 della Costituzione) sulla riforma della giustizia approvata dal Parlamento nel 2025 (legge costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025).

Non è un referendum abrogativo, quindi non c’è quorum: vale qualunque affluenza, e la riforma entra in vigore solo se vince il Sì. Il quesito sulla scheda è unico e molto tecnico:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?».

In pratica si vota Sì per confermare e far entrare in vigore la riforma, o No per bloccarla.

Se vincerà il Sì la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri (PM) diverrà operativa: non si potrà più passare da una funzione all’altra durante la carriera e le due funzioni diventeranno due ordini separati. Verranno inoltre istituiti due Consigli Superiori della Magistratura separati: uno per i giudici, uno per i PM. Cambierà anche la modalità di accesso ai due CSM: i membri saranno infatti estratti a sorte fra tutti i giudici (per i cosiddetti “togati”) o in una lista stilata dal Parlamento (per i cosiddetti “laici”). Verrà infine istituita una Corte disciplinare per i magistrati, che sarà un organo separato dal CSM e si occuperà delle sanzioni disciplinari.

Si vota domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15, portando un documento d’identità valido e la tessera elettorale.

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