L’Italia si prepara alla sua notte più lunga, quella in cui la musica diventa specchio del Paese. Sul palco del Festival di Sanremo saliranno tutti e 30 i Big in gara: un gruppo gentile di voci, storie, speranze. A decidere sarà il popolo del Televoto, insieme alle giurie professionali, in un rito collettivo che si ripete da oltre settant’anni.
I cinque più votati torneranno per l’ultima sfida, la resa dei conti in musica. Poi, il verdetto. Accanto al direttore artistico Carlo Conti ci saranno Laura Pausini, la giornalista Giorgia Cardinaletti e l’ironia di Nino Frassica. Super ospiti Andrea Bocelli e i Pooh, che celebrano sessant’anni di carriera in Piazza Colombo: un pezzo d’Italia che canta la propria memoria. E poi il medley di Max Pezzali, in collegamento dalla Costa Toscana, a ricordarci che le canzoni sono la nostra autobiografia sentimentale.
La sfida a Sanremo è apertissima. Non c’è un favorito assoluto. È un Festival liquido, specchio di un Paese plurale: giovani che parlano ai giovani, veterani che si reinventano, outsider che avanzano. Sanremo è questo: una classifica che diventa racconto nazionale. Ma la musica, stasera, non sarà sola. «Siamo pronti a dare la linea al Tg1 in caso di necessità», ha detto Conti, riferendosi all’attacco in Iran. La cronaca irrompe sempre, anche nella festa. «Ci sarà un pensiero a quanto accade nel mondo».
Ieri un riferimento alla tragedia di Milano; oggi parole che verranno affidate anche a Giorgia Cardinaletti, volto dell’informazione, “una di voi”, come l’ha definita Conti parlando ai giornalisti. Intanto, l’Ariston si accende. L’Italia si raccoglie davanti allo schermo. In un tempo inquieto, la canzone resta un filo che tiene insieme il Paese. Chi vincerà lo sapremo tra poche ore. Ma, comunque vada, sarà ancora una volta Sanremo a vincere: specchio della nostra identità.
















