Il documentario “Dalla Terra di Mezzo all’Italia”, diretto da Nicola De Toma e Raffaele Rago, si impone come un’opera raffinata e visivamente potente, capace di indagare in profondità quanto il patrimonio culturale italiano abbia influenzato l’immaginario di J. R. R. Tolkien. Prodotto da World Video Production in collaborazione con Rai Documentari, il film si muove con eleganza tra saggio letterario e racconto di viaggio, trovando un equilibrio maturo tra rigore e suggestione visiva, e traendo ispirazione dagli studi di Oronzo Cilli e dal suo volume – Tolkien e l’Italia – che ricostruisce il rapporto tra lo scrittore inglese e il nostro Paese attraverso documenti e testimonianze inedite.

L’appuntamento è fissato per il 25 marzo su RaiPlay, una data tutt’altro che casuale, poiché coincide con il Dantedì e con il Tolkien Reading Day, suggellando un dialogo ideale tra due universi narrativi che affondano le radici nella stessa tensione etica e poetica.
A rendere ancora più ricco il racconto contribuisce un mosaico di testimonianze autorevoli che accompagnano lo spettatore lungo questo percorso culturale e spirituale, tra cui quelle del compositore e musicista Angelo Branduardi, del direttore de L’Osservatore Romano Andrea Monda, dell’attore e doppiatore Pino Insegno, storica voce italiana di Aragorn ne “Il Signore degli Anelli”, della pianista, musicologa e teologa Chiara Bertoglio, di Guglielmo Spirito, che offre una testimonianza particolarmente significativa legata al soggiorno ad Assisi della figlia dello scrittore, Priscilla Tolkien, avvenuto nel 2007, e di Nicolas Gentile, fondatore della suggestiva Contea Gentile, un luogo reale ispirato alla Contea tolkieniana che incarna, in chiave contemporanea, lo spirito comunitario e il legame profondo con la natura propri dell’opera dello scrittore inglese.
La regia costruisce così un ponte emotivo tra la dimensione fantastica della Terra di Mezzo e luoghi simbolo della spiritualità e dell’arte italiana, come Venezia e Assisi, restituendo l’immagine di un Tolkien profondamente colpito dalla bellezza e dal misticismo del nostro Paese. Il cuore del documentario risiede nel confronto con Dante Alighieri e con la sua Divina Commedia, da cui emerge con chiarezza come l’epica tolkieniana e quella dantesca condividano una medesima struttura narrativa e morale, fondata su un viaggio attraverso l’oscurità verso la luce.
In 52 minuti densi e contemplativi, l’opera riesce così a elevare il genere fantasy a piena espressione della grande tradizione letteraria, dimostrando che, per raggiungere la Terra di Mezzo, non è necessario attraversare mondi fantastici, ma basta riscoprire la profondità della nostra storia e del nostro immaginario culturale.

















