Altro che Draghi santo subito, come titola il numero di dicembre appena uscito: Bergoglio santo subito! Proporrei al Presidente (sto parlando di Edoardo Sylos Labini). Del resto, Draghi è il Papa della religione secolare dell’euro ma a noi piace di più la religione cattolica, prima di tutto perché vera, poi perché più nobile di quella europeista: e se Draghi è il Papa della religione finta, Bergoglio lo è di quella vera.
Celiamo, ma l’intervista sul volo di ritorno dalla Grecia di Sua Santità, papa Francesco, ha generato non poco imbarazzo nei giornaloni nostrani, tanto che non l’hanno collocata neppure in prima o ne hanno edulcorato i contenuti. Ben più chiari quelli inglesi, che titolano “il papa paragona la Ue al fascismo” (il “Times” non certo un quotidiano a suo tempo pro Brexit).
Che è esattamente quello che Sua Santità ha affermato, anzi ha rincarato la dose, e fatto cadere dallo scranno il progressista medio, paragonando la Ue al regime nazista e a quello comunista, perché entrambi volevano cancellare il Natale, come la Ue.
Ha poi delineato due pericoli “contro la democrazia”, uno “populista” (e qui giù con i titoli di Repubblica) ma l’altro, quello dell’europeismo (e qui il titolista di “Repubblica” aveva finito lo spazio). Per la precisione, la tendenza della Ue a farsi “impero, una specie di governo sovranazionale che detta i comportamenti culturali, economici e sociali”.
Infine, altro passaggio importante, ha difeso il cardinale di Parigi costretto a dimettersi dopo che si è scatenata la macchina del fango mediatica contro di lui. In un paese, in cui una Commissione non esattamente obiettiva ha concluso che la Chiesa di Francia sarebbe una organizzazione di stupratori e in cui “Le Monde” in un commento ha chiesto la “dissoluzione della Chiesa cattolica” (per l’Islam no, però, troppo rischioso… Charlie Hebdo docet)
Sarebbe veramente il caso di regalare a Bergoglio la tessera di super socio di CulturaIdentità. Ma non siamo come quei politici di sinistra che strumentalizzano le parole del pontefice, ma solo quando piace a loro. Diciamo solo che queste affermazioni di Bergoglio sulla Ue sono solo più schiette e dirette di quelle pronunciate, negli anni, dai suoi due predecessori contro i progetti secolarizzatori e ormai chiaramente di “ateismo di stato” di marca sovietica della Ue. Confermando che sulla dottrina e sui punti fondamentali, la distanza di Francesco da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI è più una forzatura da un lato di politici e giornalisti atei da sempre, dall’altra di taluni spin doctor che circondano Bergoglio.
Insomma il Papa per cui la Ue ricorda nazismo e comunismo (fenomeni convergenti), che la critica per il suo spingere oltre la “sovranità” e crearne una fittizia, un super stato senza identità, e che questo europeismo sia un “pericolo per la democrazia”, non sarà un po’ identitario, sovranista e conservatore? Meglio oscurarlo allora…















