Anfiteatro di Lecce: il volto riemerso della Lupiae romana

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Foto Davide Ersetti CC 4.0 sa by

Solo in parte visibile, il monumento riaffiora inatteso dal sottosuolo urbano

L’Anfiteatro Romano di Lecce si scorge all’improvviso in piazza Sant’Oronzo, come uno squarcio millenario nel cuore barocco e moderno del centro urbano. Una sorpresa per chi visita il capoluogo salentino, una finestra spalancata su quasi duemila anni di storia: sopra, la vita moderna; sotto, la memoria monumentale di Lupiae, l’antica Lecce romana, che tra il I e il II secolo d.C. raggiunse un ruolo di notevole importanza.

Insieme al vicino teatro romano, l’anfiteatro rappresenta una delle testimonianze più significative del prestigio raggiunto dalla città in età imperiale. La sua costruzione viene tradizionalmente collegata al passaggio di Augusto, anche se la datazione resta ancora discussa dagli studiosi, che la collocano tra l’età augustea e quella traianeo-adrianea. Il monumento venne riportato alla luce nei primi anni del Novecento, durante i lavori per la costruzione del palazzo della Banca d’Italia. Gli scavi, promossi dall’archeologo salentino Cosimo De Giorgi e proseguiti fino al 1940, permisero di restituire alla città la parte oggi visibile dell’edificio.

Attualmente, però, se ne può osservare soltanto un terzo, mentre il resto giace ancora sotto il livello della piazza e sotto gli edifici circostanti, compresa la chiesa di Santa Maria della Grazia. Anche così, l’impatto visivo resta notevole. L’anfiteatro misurava circa 102 metri per 83 all’esterno, con un’arena ellittica di 53 per 34 metri, e poteva accogliere tra i 12 e i 14 mila spettatori.

Le strutture superstiti permettono ancora di riconoscere parte dell’arena, le gradinate inferiori, i corridoi di passaggio e i robusti pilastri che sostenevano l’ordine superiore. Una parte della costruzione era scavata direttamente nella roccia, mentre un’altra si sviluppava su imponenti arcate. L’arena, separata dalla cavea da un alto muro decorato con rilievi marmorei, ospitava spettacoli pubblici molto amati nel mondo romano, come combattimenti tra gladiatori e scene con animali.

Oggi quello stesso spazio continua a vivere attraverso eventi culturali e rappresentazioni teatrali, creando un suggestivo legame tra la funzione antica del monumento e la vita contemporanea della città. La visita è breve ma intensa, ideale in un percorso scolastico o culturale, grazie anche alla sua posizione centralissima e alla forza evocativa delle sue rovine.

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