Sotto le strade del borgo il culto di Mitra, il toro sacro e una pittura che ha attraversato i secoli nel silenzio
Marino, tra i centri più importanti dei Castelli Romani, conserva un patrimonio storico e archeologico di grande interesse. Il suo territorio esprime una lunga continuità di vita, dalle tracce più antiche fino alla forte presenza romana, visibile ancora oggi in resti sotterranei, cisterne, tratti di basolato e testimonianze legate alla viabilità antica.
Tra questi luoghi, il più significativo è il Mitreo di Marino, uno dei siti dedicati al culto di Mitra meglio conservati in Italia. Si tratta di un ambiente sotterraneo di epoca romana, databile tra il II e il III secolo d.C., ricavato all’interno di una precedente cisterna scavata nel peperino, la pietra vulcanica tipica dell’area dei Colli Albani.
Il Mitreo venne scoperto casualmente nel 1962 durante alcuni lavori privati nei pressi della stazione ferroviaria. Quello che inizialmente doveva essere uno spazio destinato alla realizzazione di una cantina rivelò, invece, un luogo di culto di straordinario valore storico e artistico.
La tauroctonia
La struttura è costituita da una lunga galleria che conduce alla parete di fondo, dove si conserva l’elemento più prezioso del sito: l’affresco con la scena della tauroctonia, cioè il sacrificio del toro da parte del dio Mitra.
L’affresco rappresenta Mitra secondo l’iconografia tradizionale: il dio indossa abiti orientali, il berretto frigio e un mantello decorato con stelle. Al centro della composizione è raffigurato mentre uccide il toro bianco, episodio fondamentale del culto mitraico. Intorno alla scena principale compaiono diversi elementi simbolici, tra cui il cane, il serpente, lo scorpione, il Sole e la Luna. Queste figure rimandano a significati religiosi e astronomici, legati al ciclo della vita, della morte e della rinascita.
Ai lati della raffigurazione principale sono presenti altri riquadri narrativi che illustrano episodi del mito di Mitra. Tra questi si riconoscono la nascita del dio dalla roccia, il rapporto con il toro, l’incontro con il Sole e il miracolo dell’acqua che sgorga dalla pietra.
Un culto per pochi iniziati
L’insieme delle immagini permette di comprendere quanto il culto mitraico fosse ricco di simboli e riservato a gruppi di iniziati. Il valore del Mitreo di Marino è particolarmente rilevante anche per la rarità della sua decorazione pittorica. A differenza di altri mitrei, dove la tauroctonia era spesso scolpita, qui la scena è dipinta direttamente sulla parete. Questo rende il sito una testimonianza preziosa non solo dal punto di vista religioso, ma anche artistico. Attraverso il Mitreo è possibile conoscere una parte meno conosciuta della storia romana. Non si tratta di un monumento grandioso nelle dimensioni, ma di un luogo raccolto, con un’atmosfera tipica dei culti misterici praticati nell’antichità.
Tappa obbligata
La visita, solo su prenotazione e con guida, permette di osservare da vicino un ambiente che per secoli è rimasto nascosto sotto il paese e che oggi rappresenta uno dei principali motivi di interesse culturale di Marino. Accanto alla tradizione del vino e all’identità storica dei Castelli Romani, questo sito mostra un volto meno noto del territorio e anche per questo ricco di fascino. Per chi desidera conoscere Marino al di là della sua immagine più tradizionale, il Mitreo è una tappa fondamentale da inserire nel proprio itinerario.


















