Ministero del Turismo: il cineturismo in Italia vale 600 milioni di euro l’anno

0

Ci sono luoghi che entrano nell’immaginario collettivo attraverso una scena cinematografica, una serie televisiva o il volto di un attore. Paesaggi, borghi e città che milioni di spettatori imparano a conoscere prima ancora di visitarli. In Italia questo fenomeno sta assumendo dimensioni economiche sempre più importanti, trasformando il grande e piccolo schermo in uno straordinario strumento di promozione del territorio.

Secondo i dati diffusi dal Ministero del Turismo, il cineturismo genera ogni anno circa 600 milioni di euro, con 1,3 milioni di pernottamenti direttamente collegati alle produzioni audiovisive e oltre 11 milioni di visite giornaliere nei luoghi resi celebri da film e serie televisive. Numeri elaborati da JFC Tourism & Management che confermano quanto il patrimonio paesaggistico e culturale italiano rappresenti una risorsa per l’industria cinematografica internazionale.

Il fenomeno riguarda ormai l’intero Paese, dalle grandi città d’arte alle località meno conosciute. Il pubblico desidera ritrovare dal vivo le atmosfere incontrate sullo schermo, percorrere le strade dei protagonisti e scoprire i luoghi delle storie più amate. Un interesse che coinvolge anche le tradizioni gastronomiche: secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, il 29% dei viaggiatori italiani è stato influenzato da film e serie televisive nella scelta delle destinazioni o delle esperienze da vivere, quattro punti percentuali in più rispetto al 2024. Tra i territori che beneficiano di questa tendenza figurano il Chianti, Montepulciano e l’Etna.

Uno dei casi più significativi del 2026 riguarda L’Odissea di Christopher Nolan, arrivato nelle sale lo scorso luglio. Le riprese italiane hanno acceso i riflettori internazionali su Favignana e sulle isole del Mediterraneo, alimentando quello che è stato ribattezzato Nolan effect. Secondo le prime stime riportate dal Ministero, il potenziale afflusso turistico legato al film potrebbe generare circa 287 milioni di dollari a Favignana nei prossimi tre anni, con una proiezione superiore ai 500 milioni nel lungo periodo.

L’isola siciliana aveva già ospitato produzioni come I Leoni di Sicilia e Makari, registrando nel 2025 un incremento del 7% delle presenze turistiche. Il cinema potrebbe contribuire a consolidare questa crescita, richiamando visitatori anche al di fuori dei tradizionali mesi estivi.

La Sicilia conosce bene la forza di questo fenomeno. Basti pensare a The White Lotus, la serie internazionale che ha contribuito a rilanciare l’immagine di Taormina, generando un indotto turistico stimato in 138 milioni di euro. Le immagini della città e dei suoi panorami hanno raggiunto spettatori di tutto il mondo, trasformandosi in una formidabile occasione di promozione.

Anche Milano ha beneficiato della visibilità cinematografica. Secondo un’analisi del centro studi di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, dopo l’uscita de Il Diavolo veste Prada 2 i flussi pedonali medi giornalieri dei turisti stranieri nelle principali location del film sono aumentati del 18%. La crescita più consistente è stata registrata nell’area Cairoli-Palazzo Clerici (+28%), seguita dalla zona Duomo-Galleria Vittorio Emanuele II (+17%), Brera (+14%) e Montenapoleone (+13%). Tra i visitatori internazionali prevalgono gli statunitensi, seguiti da francesi e britannici.

A Roma, invece, è stata la quinta stagione di Emily in Paris a richiamare l’attenzione su una particolare forma di ospitalità italiana. Dopo la comparsa nella serie di una struttura religiosa, un approfondimento del quotidiano britannico The Times ha acceso la curiosità dei turisti stranieri verso gli alloggi gestiti da congregazioni e istituti religiosi. Secondo l’associazione Ospitalità Italiana Religiosa, le visite al proprio portale da parte degli utenti stranieri sono aumentate dell’11,5% dopo la pubblicazione dell’articolo.

Dietro questi risultati emerge una grande opportunità per l’Italia. Il nostro Paese possiede un patrimonio di città, borghi, monumenti e paesaggi che offre alle produzioni cinematografiche ambientazioni di straordinaria varietà. Ogni film girato sul territorio può diventare un’occasione per far conoscere luoghi meno frequentati, sostenere le attività economiche locali e valorizzare tradizioni spesso lontane dai grandi circuiti turistici.

La sfida sarà soprattutto trasformare la visibilità cinematografica in una crescita duratura per i territori, evitando che l’interesse si esaurisca con il successo momentaneo di una pellicola. Servono percorsi culturali, servizi adeguati e una promozione capace di accompagnare i visitatori alla scoperta della storia e dell’identità dei luoghi.

Per un Paese che custodisce una parte straordinaria del patrimonio artistico e paesaggistico mondiale, il cinema rappresenta una vetrina dalle potenzialità enormi. E ogni spettatore che decide di partire alla ricerca di un luogo visto sullo schermo può diventare un nuovo viaggiatore alla scoperta dell’Italia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui