A Sesto San Giovanni la bellezza del lavoro è ancora sospesa tra passato e presente

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Con il sindaco Di Stefano sarà cantiere d’Europa con un polo sanitario d’eccellenza

Alcune ville storiche non mancano a Sesto San Giovanni, città da sempre di collegamento tra Milano e Monza; che deve il suo nome proprio al “sesto miglio” di equidistanza tra le due realtà più grandi e dove nei secoli scorsi era presente la stazione di cambio dei cavalli delle carrozze. Successivamente arrivò la seconda tratta della ferrovia in Italia, la Milano-Monza appunto che seguì la Napoli – Portici voluta dai regnanti Borboni.
Questa infrastruttura segnò l’inizio, all’inizio dell’900 di importanti insediamenti produttivi come le Acciaierie e Ferrerie Falck, La Magneti Marelli, la Breda, la Campari e molte altre.
Ecco, possiamo dire che la vera bellezza di Sesto fu il lavoro, che porto in città emigranti da tutta la penisola italiana soprattutto durante il secondo dopoguerra ed il boom economico susseguente. La città si strutturò per accogliere questi lavoratori e le loro famiglie che nel 1985 arrivarono a popolarla fino ai 99700 residenti, ad un passo dai 100.000 abitanti.
Successivamente iniziò un lento declino, dovuto alle dismissioni delle produzioni pesanti, fino al trasferimento o alla chiusura definitiva di colossi come la Falck e la Ercole Marelli. Dal 1998 iniziò la sfida della riconversione delle aree ex industriali che finalmente dopo oltre 20 anni di parole ora con la giunta Di Stefano sta iniziando a vedere la luce. Sarà il più grande cantiere d’Europa, quasi un milione e mezzo di mq che vedranno la nascita della Città della Salute, un polo sanitario d’eccellenza europea e un centro di ricerca sanitario con quasi 10000 nuovi appartamenti di nuova generazione, un pensionato per 700 studenti, un albergo, negozi, una rambla pedonale alberata degna di quella di Barcellona ed una nuova stazione a ponte, progettata da Renzo Piano, che ha visto lunedì 11 ottobre la posa della prima pietra alla presenza dei vertici regionali e delle istituzioni. 10 anni di lavoro che riporteranno la città alla soglia dei 100.000 abitanti e creeranno oltre 10000 posti di lavoro.
Sta coordinando questo immane lavoro il pool del Comune di Sesto guidata dall’assessore all’Urbanistica Antonio Lamiranda che dal 2017 è riuscito a mettere il turbo al progetto e contemporaneamente ha ridisegnato il Piano di Governo del Territorio della città.
A latere di tutto questo, del passato resta la sede della Campari che include il museo interno con tutte le campagne pubblicitarie dei decenni passati, gestite per 20 anni da Fortunato Depero, pittore e grafico futurista che inventò la famosa bottiglietta trapezoidale del Bitter Campari a cui l’Amministrazione comunale ha voluto dedicare un giardino pubblico nel 2020.

Michele Russo

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