Agli eco-vandali che imbrattano i monumenti uno schiaffo non farebbe poi così male

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Facile dire che bisognerebbe fare come Nardella che a momenti prendeva l’eco vandalo per la barbetta post adolescenziale e lo spingeva via da Palazzo Vecchio appena imbrattato: saremo malpensanti ma come ci insegnò Belzebù a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca e quindi in fondo in fondo, ma molto in fondo, crediamo che il sindaco di Firenze avesse soprattutto agito a favor di telecamera.

Perché in fondo in fondo, ma molto in fondo, pensiamo che a lasciarli fare, gli eco vandali, senza nemmeno un buffetto sulle guanciotte, si sbagli. Non bastano gli strattoni, non basta dargli di imbecilli, non è vero che le parole siano sempre più pesanti dei gesti.

Un manrovescio, una sculacciata, uno schiaffazzo alla Batman contro Robin, questo ci vorrebbe con i piangina autoproclamatisi Ultima Generazione che nella filiera globale degli attivisti sciocchi dell’ideologia green rispondono oltreoceano alle Kennedy di turno che finanziano la baracca globale.

Adesso è toccato alla Barcaccia a Roma, il solito blitz di Ultima generazione che ha riempito di liquido nero la fontana della Barcaccia in piazza di Spagna per sensibilizzare noialtri sul problema dell’inquinamento. Hai voglia a dire come Vittorio Sgarbi che a questi qui servirebbe il TSO («Il vero inquinamento è nelle loro menti. Andrebbero rinchiusi all’interno di luoghi di recupero psicologico con trattamento sanitario obbligatorio»). Non bastano le parole. Bisogna far rispettare la Legge e non serve inventarne di nuove, perché c’è già tutto nel Codice Penale (articolo 733, Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale: chiunque distrugge, deteriora o comunque danneggia un monumento o un’altra cosa propria di cui gli sia noto il rilevante pregio, è punito, se dal fatto deriva un nocumento al patrimonio archeologico, storico, o artistico nazionale, con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda non inferiore a euro 2.065).

Poi, se anche i cittadini vogliono dare una mano, anzi un manrovescio, ben vengano, è come quando prendi a sculacciate l’infante che fa i capricci o il ragazzetto che fa la bravata pensando di sfangarla. C’è un giudice a Berlino? C’è un sindaco a Roma?

Come dice in un posto Edoardo Sylos Labini direttore di CulturaIdentità, “È triste dover constatare che ci sono persone che non hanno alcun rispetto per l’arte e la cultura che ci circondano. Gli eco-vandali, in particolare, rappresentano una minaccia sempre più crescente per le opere d’arte, non possiamo permettere che l’ignoranza e la mancanza di responsabilità distruggano il patrimonio artistico che ci appartiene a tutti. Dobbiamo essere vigili e pronti a denunciare coloro che danneggiano le opere d’arte e a chiedere giustizia per i danni causati.
Non dimentichiamo che queste opere sono testimonianza della storia e della cultura del nostro paese e che la loro conservazione è fondamentale per le generazioni future”.

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