Con Barbara Appiano la politica diventa un romanzo

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È da anni che la scrittrice Barbara Appiano calca il palcoscenico letterario con coerenza e coraggio. Sono decine e decine le sue pubblicazioni, contraddistinte da uno stile fresco e dalla voglia di raccontare e raccontarsi con sincerità e spontaneità. “La politica è stata inventata per noia, delegando la maldicenza quale figlia concepita con il pensiero assistito a rompere il ghiaccio della noia che viaggia sempre in solitaria non volendo compagnia.” Si tratta di un breve estratto dal suo ultimo libro di centododici pagine, appena pubblicato con la Nuova Grafica Santhiatese, Il talento dell’indecenza. Romanzo da Trincea. Come altri suoi libri, si tratta di un romanzo dai contenuti saggistici, che prendono in esame il panorama politico attuale, dove la scrittrice si fa attenta osservatrice della realtà che la circonda. La nostra classe amministrativa è marcia e incompetente, sia per le idee che per i metodi di espressione, tant’è vero che spesso e volentieri i politici non sono in grado di utilizzare correttamente la grammatica. Come prima detto, la politica nasce per noia, una noia che infine diventa fonte di ambizione e di meri guadagni, dove l’apparenza supera il contenuto. Sono trentacinque capitoli in cui l’Appiano, che si definisce una “famosa sconosciuta che non vuole essere riconosciuta”, va alla ricerca di una verità, attraverso una scrittura agile e piacevole. Lo fa smascherando questi insani meccanismi che si sono inseriti nel nostro sistema dirigenziale, oramai così contaminato da non riuscire più a puntare alla giusta equità, creando incertezza.

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