E’ uscito il 4 settembre, in tutte le librerie, il nuovo romanzo distopico dell’antropologa Valentina Ferranti.
L’autrice ‘mette in scena’ una narrazione che ha come snodo cruciale la lotta tra una élite dominante ed un gruppo di ribelli che si oppongono ad una supremazia millenaria. Le atmosfere sono quelle dei classici della distopia: la terra ridotta ad un deserto radioattivo, l’atavica lotta tra il bene e il male ed una storia d’amore che travalica le coordinate spazio-temporali.
Il romanzo traccia un possibile futuro che ci riporta all’analisi di un presente in cui, l’élite dominante ha steso la sua mano oscura sull’intera popolazione terrestre e di come questo sia avvenuto proprio all’inizio del ventunesimo secolo, più che in ogni altra epoca. L’autrice scrive: “Un velo è sceso sulle menti degli uomini e non si è più diradato”. Il riferimento è al periodo storico che stiamo vivendo e le suggestioni, che si colgono nel romanzo, ci riportano alle grandi opere dell’antichità che avevano predetto una sorta di point break dell’umanità in cui ogni valore sarebbe stato spazzato via. Le distopie, infatti, che siano politiche come quelle orwelliane o più socio-antropologiche come insegna Huxley, sono sempre ‘possibili previsioni di un futuro alle porte’.
L’autrice, studiosa e saggista, non manca di introdurre nella trama molteplici riferimenti simbolico-esoterici, data la sua formazione, e privilegiando un ritmo sincopato che ricorda, a tratti, un thriller con diversi colpi di scena. Tutto il romanzo ruoterà intorno al Sacro Nucleo, particella di luce che tiene in vita il pianeta terra e di cui l’élite dominante, ovvero i Destinati, vuole impossessarsi per attuare il dominio finale. I Combattenti cercheranno in tutti i modi di difendere l’ultimo baluardo di verità e giustizia in una lotta estenuante dei corpi e delle menti. La sfida è iniziata.

















