Giuseppe Citrigno: “I cinema di territorio presidi di cultura: le sale ora riaprano”

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Artisti, professionisti dell’industria, rappresentanti istituzionali e soprattutto il pubblico chiedono a gran voce di tornare a godere della cultura nei luoghi deputati. Qualche giorno fa, nell’ambito delle consultazioni, il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi ha incontrato la delegazione dell’Agis (Agenzia Nazionale dello spettacolo). Tra i delegati il Presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema, Mario Lorini. L’invito al nuovo Governo è quello di attivarsi per riaprire al più presto le sale cinematografiche. La priorità è quella di riavviare un’industria necessaria al benessere economico, occupazionale e psicofisico del Paese. A soffrire maggiormente la crisi sono gli esercizi medi e piccoli, sono loro a rischiare la chiusura. Ne sono un esempio le circa 50 sale cinematografiche attive in Calabria. L’Anec Calabria riunisce e rappresenta questi schermi, per lo più cinema di profondità. A guidare l’associazione, Giuseppe Citrigno (anche Presidente Confindustria Sezione Cinema e Spettacolo Calabria): la sua è un’analisi lucida sul futuro e sulle strategie per riportare il pubblico in sala senza perdere nemmeno uno schermo.

Qualche giorno fa il Presidente Anec, Mario Lorini, ha chiesto a Draghi di considerare la riapertura delle sale in tempi ragionevoli

«Il nostro settore è tra i più colpiti dalla crisi. Dopo il lungo lockdown iniziato a marzo, la riapertura estiva non ci ha trovato impreparati. Abbiamo applicato misure per la gestione del pubblico e degli ambienti che si sono rivelate efficaci. Non un solo contagio nei cinema. L’incontro del Presidente Lorini con Draghi è stato più che positivo. Siamo fiduciosi in un rilancio dell’esercizio cinematografico. Stiamo lavorando bene a livello nazionale come associazione di categoria. Ora non possiamo più rimandare, dobbiamo pensare seriamente alla ripartenza».

Come va programmata questa riapertura?

«L’intera filiera sta dimostrando coesione. Tutto sta nel comunicare agli spettatori quanto le nostre strutture siano sicure. Il messaggio delle campagne di promozione che vanno messe in campo deve essere chiaro: il cinema passa soprattutto dalle sale. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno. Personalmente sono stato delegato dal mio Presidente nazionale, insieme ad altri colleghi, a istituire un tavolo con le case di distribuzione per stilare un piano di abbattimento di costi, così da difendere i piccoli e medi esercizi. Sono iniziative limitate nel tempo, certo, che serviranno a sostenere la ripartenza di coloro che non hanno una forza economica tale da affrontare il primo contraccolpo quando ci si riaffaccerà al mercato».

Lei rappresenta in particolare queste sale

«Sì, penso agli esercenti calabresi, la loro è una vera e propria missione sociale. Così come per altri esercizi sul territorio nazionale che assumono un ruolo di presidi di cultura e socializzazione. Le sale da noi hanno un significato ancora più profondo, legato all’identità dei nostri paesi. Per questo i nostri esercizi vanno difesi e sostenuti anche dalle istituzioni» .

La recente legge regionale del Cinema, istituita nel 2019, ha messo a sistema la filiera, con una particolare attenzione alle sale e al loro ammodernamento. Quali misure di sostegno sono state messe in campo in Calabria?

«Devo riconoscere una grande sensibilità all’assessore al Lavoro, Sviluppo Economico e Turismo, Fausto Orsomarso. Il bando regionale per la concessione di ristori ai cinema e teatri ha dato ossigeno alla nostra categoria. Mi auguro che ci sia sempre collaborazione tra le parti. Solo da un confronto proficuo possono nascere nuove idee e iniziative rivolte alla crescita del nostro territorio» .

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