L’orgoglio del modello Casale con il sindaco Riboldi

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Federico Riboldi è il sindaco dei record. Il più giovane, a 33 anni, ad essere stato eletto nel 2019 alla guida di Casale Monferrato. Il primo, nella storia repubblicana della città, ad avere vinto al primo turno in una coalizione di centrodestra con il 58.94% dei consensi. La sua elezione è la storia di un’impresa. Poi è arrivato il Covid a scompaginare i piani ma le buone idee del programma di mandato sono rimaste, con una priorità: investire sullo sviluppo economico e sull’immagine internazionale del Monferrato. Del modello ‘Casale’, ma non solo, abbiamo parlato direttamente con lui.

A luglio la città si prepara ad ospitare il Festival di CulturaIdentità. Una tre giorni di eventi con ospiti del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della cultura. Un bel segnale anche per la ripartenza del settore turistico…

Un segnale fortissimo, in particolare del nuovo corso del Gran Monferrato. Puntiamo ad un turismo di qualità, che apprezzi l’autenticità del territorio e la cultura di livello che siamo in grado di offrire sia livello di proposta che di beni culturali e architettonici. Essere stati capitale per tre secoli lascia in eredità un tessuto davvero unico e, recentemente, abbiamo riunito il territorio Monferrino con un protocollo d’intesa con le città di Acqui Terme, Ovada e con le Grange e del Monferrato.

Esiste un modello ‘Casale’ qual è il percorso che lo ha determinato

Un percorso molto semplice e chiaro. In primis, un gruppo di persone che crede nello stesso progetto, il che, mi creda, unisce molto più del potere, che anzi divide. Poi, una conoscenza profonda della macchina pubblica, un po’ di empatia e tantissimo lavoro. Siamo un gruppo di entusiasti, condividiamo la stessa visione futura del territorio ma ci uniscono anche tematiche nazionali e internazionali come la voglia di un’Europa giusta, identitaria e solidale che si contrapponga a quello attuale che vive di logiche troppo lontane dalla visione comunitaria e spirituale della vita che ci accomuna, la difesa della creatività e dell’estro italiano, che si esprimono nelle piccole medie imprese e della classe media martoriata da una sinistra liberal caviar che rappresenta a malapena se stessa.

Come giudica la proposta di una federazione di centrodestra? E se è un test per il futuro, non è bastata l’operazione – poi naufragata – che portò alla nascita del Popolo delle Libertà?

Più che un test per il futuro l’ipotesi mi pare più dettata dalla volontà di alcuni di garantire le proprie posizioni. Non sono la persona più adatta a giudicare l’esperienza del popolo della libertà. L’ho lasciato appena ne ho avuto occasione per seguire Giorgia e Guido (Crosetto ndr) in una nuova esperienza, la più importante e difficile della mia vita. Oggi credo di essere il presidente provinciale (è presidente provinciale e vice responsabile nazionale Enti Locali di Fratelli d’Italia ndr) più longevo d’Italia, forse anche il più giovane. Quest’anno, a 35 anni, ho compiuto più anni con una tessera in tasca e la colla nel bagagliaio che senza.

Nella sua video rubrica social ‘Tre minuti in Comune’, lei fa il punto sull’attività dell’amministrazione informando i cittadini. Finalmente, un sindaco che parla a tutti!

Tutto è iniziato con la prima fase della pandemia. Ogni giorno un video per informare i miei concittadini e non solo, su cosa stesse accadendo sul territorio. Era una delle tante azioni che consentivano di essere vicini a tutti dando corrette informazioni. Da quell’esperienza di vicinanza sono nati tre minuti in comune (su suggerimento della mia fidanzata Chiara!), un modo per raccontare la città, promuovere iniziative lanciare raccolte fondi per cause particolari e diminuire la lontananza tra la casa comunale e le piazze della città. “Sapere cosa fare, saperlo spiegare agli altri”Pericle

Il centrodestra ci ha messo un po’ di tempo a scegliere i candidati sindaci per le prossime elezioni amministrative. Quanto è difficile oggi trovare candidature davvero rappresentative dei propri territori?

È difficile se non si costruisce. È molto facile se si arriva ad un percorso lontano. L’identikit di oggi di un buon sindaco prevede conoscenza della macchina pubblica, impegno totalizzante, capacità comunicative, di problem solving e di gestione delle risorse umane. Capacità di razionalizzazione della spesa improduttiva per liberare spazi per gli investimenti. Mica facile trovare un candidato ideale, perché oltre a vincere è importante governare.

Chiudiamo con una battuta per lei che è amante di Battiato. È davvero così difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire? Lei c’è riuscito?

L’ho trovata almeno in tre occasioni nella mia vita. Ho avuto buoni Maestri e, Pur essendo tanto lontano da essere maestro a mia volta, ho già qualche buon allievo. Cosa si può chiedere di più?

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