“Ho salvato dal dissesto centinaia di comuni di tutti i colori politici”. Ora salviamo anche la Capitale d’Italia!

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Ph Enrico Michetti profilo ufficiale FB

Il fallimento della gestione Raggi segna anche la fine di una ideologia, quella dell’uno-vale-uno: il dilettantismo al potere. Per gestire situazioni complesse occorrono uomini competenti, con spirito pratico. Enrico Michetti, candidato del centrodestra a sindaco di Roma, è l’uomo che per anni è stato al fianco di amministratori in una delle situazioni più difficili che possano capitare in un comune: quella del dissesto finanziario. Edoardo Sylos Labini lo ha incontrato in un momento di sosta, sul litorale romano verso Ostia, un attimo prima di intraprendere il rush finale della sfida per il Campidoglio. Dal Lido di Ostia percorrendo la Cristoforo Colombo si giunge fino al cuore della Città: è il luogo giusto per una conversazione informale e per capire meglio l’uomo e il suo progetto per Roma.

“Enrico Michetti risolve problemi” potrebbe essere il suo biglietto di presentazione?

Ho sempre lavorato per tutti, lontano dalle luci della ribalta, però in verità a centinaia di comuni di ogni colore politico ho dato il mio contributo aiutando gli amministratori locali a uscire da situazioni molto difficili. Alle parole preferisco i fatti.

Ha salvato anche comuni retti dalla sinistra

Ciampino ad esempio, che aveva stipulato una convenzione con Equitalia per la riscossione dei tributi, delle multe, delle contribuzioni per le mense scolastiche. Il punto è che il comune non riceveva da Equitalia se non cifre esigue. Non rimaneva che far causa ad Equitalia. Alla fine ci siamo riusciti: Equitalia è stata condannata a pagare al comune di Ciampino una somma che ammonta a quasi dieci milioni di euro.

Dalla causa ad Equitalia alla gestione dei dissesti, quale è la chiave per uscire da questi labirinti amministrativi?

C’è un unico modo: conoscere le regole dell’amministrazione, applicarle ai casi concreti. Per questo ho creato la Fondazione Gazzetta Amministrativa: un network per la formazione e l’aggiornamento di coloro che si occupano di pubblica amministrazione.

Immagino che siano argomenti un po’ ostici per il pubblico che da anni la segue con successo ai microfoni di Radio Radio.

E tuttavia quel pubblico pone domande, aiuta a far capire quali sono i problemi concreti a cui occorre dare una soluzione. È un importante canale di ascolto e di confronto.

Grandi come buche, anzi come voragini sono i problemi di Roma. Come ricostruire una classe dirigente capace di trovare le soluzioni?

Una volta eletto, mi propongo innanzitutto di snellire e rilanciare la macchina burocratica, poi di chiamare al mio fianco le migliori eccellenze, guardando esclusivamente alla competenza.

Problema immondizia, quello che oggi forse maggiormente umilia Roma. Che si può fare?

Nell’immediato bisogna ripulire la città, usando isole ecologiche di stoccaggio e trasferenza. Nel lungo periodo servono impianti, ma ci vorrà tempo. Ricordo, però, che la questione degli impianti spetta prima di tutto alla Regione che avrebbe anche poteri sostitutivi sui comuni inadempienti. Noi possiamo alzare la percentuale di raccolta differenziata anche con progetti innovativi: ad esempio, si può impostare la raccolta di rifiuti con cassonetti tecnologici, collegati a una card che genera crediti. Il cittadino che segue le regole della raccolta differenziata accumula crediti che gli vengono scalati dalla TARI.

Trasporti pubblici: abbiamo visto tanti autobus andare a fuoco, ma anche gli altri non sono granché

Roma ha bisogno di autobus più puliti con un sistema innovativo di purificazione dell’aria, più sicuri grazie alla presenza del bigliettaio che funge anche da tutore della sicurezza, più puntuali con la intensificazione delle corse. L’importante è che Atac – come Ama – resti pubblica. L’Atm (azienda di trasporti) di Milano è 100% del Comune. Ed è un modello.

La chiave quindi non è privatizzare, ma lavorare su idee, progetti e persone. Roma è grande e molte aree oggi si sentono abbandonate. Come creare una nuova sinergia tra le parti?

L’idea strategica è quella di recuperare l’asse centro-lido valorizzando le campagne intorno. Occorre pensare, tra l’altro, a una serie di grandi eventi culturali in modo da unire il mare all’Urbe: festival, grandi mostre, rassegne di cinema, danza e teatro.

Il mito di Enea: dai versi di Virgilio sull’eroe che sbarca a Lavinio per porre le basi della civiltà occidentali potrebbe nascere un nuovo festival internazionale che sappia raccontare le identità del Mediterraneo e spiegare forse meglio il vero senso della integrazione tra i popoli senza il finto umanitarismo della sinistra radical chic.

Certo, prendo spunto da questa tua idea (di Edoardo Sylos Labini n.d.r.) per riscoprire la nascita di Roma, culla dell’Occidente. Bisogna far rivivere la storia dell’Impero e l’identità della città anche in altri secoli, raccontando Roma ai turisti con una serie di eventi che creano circuito tra loro. A chi paga la tassa di soggiorno verrà offerto questo programma artistico-culturale sulla romanità che gli hotel avranno a disposizione grazie ad una sinergia col Comune.

Sarebbe una occasione di promozione anche per le aziende.

La promozione del brand di Roma deve essere di aiuto per tutte quelle attività che promuovono la Capitale, che operano sul territorio o anche che stanno fuori Roma. Le aziende che producono prodotti tipici in campo enogastronomico e non solo devono avere un marchio di riconoscibilità una sorta di doc o dop un bollino di prodotto romano. Ma il brand deve andare oltre, arrivare al merchandising: tutti i prodotti, i gadgets, i souvenir che i turisti acquistano a Roma devono avere il marchio “Roma” certificato. È anche un modo per portare soldi al Comune.

C’è nel suo programma un interesse anche per le piccole realtà di quartiere?

Certo, ogni quartiere deve veder valorizzata la propria identità, fatta di feste, di tradizioni ma anche di sostegno alle piccole e medie aziende locali, abbattendo le tasse che ora come ora frenano tante iniziative. Bisogna valorizzare la vasta area di campagna agricola e il litorale, come pure venire incontro alle esigenze degli operatori che curano gli itinerari religiosi: parte importantissima della vita della capitale che è anche il cuore della cattolicità.

Per ottenere questo occorrono decisioni della politica nazionale. Occorre una interazione…

Sì, per questo ho detto al ministro del turismo Garavaglia: “dammi una stanza al ministero, solo così si fa qualcosa di concreto per il Turismo a Roma”.

Un altro suo obiettivo in grande stile e quello di una banca per Roma.

Sì, una banca per investimenti: una nuova banca romana con capitale garantito che il Comune deve utilizzare per sostenere la piccola e media impresa, rendendo possibile il finanziamento di progetti che investono su Roma e sulla romanità, progetti di sviluppo legati alla Capitale.

Per realizzare questa visione occorre però salire al Campidoglio. I sondaggi danno il candidato Michetti in pole position, ma come convincere quell’elettorato che può conferire la maggioranza assoluta?

Parlerò a tutti i cittadini. Sono convinto che debba vincere la proposta migliore, il mix migliore tra candidato e programma. Non attacco nessuno e non punto a specifici elettorati. Credo che i cittadini siano stanchi di risse e zuffe verbali. Vogliono risposte e discontinuità.

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