Festival Città Identitarie a Ferrara: qualcuno vorrebbe metterci il bavaglio

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Si scaldano i motori a Ferrara dove giovedì 2 luglio alle 21 nella Sala Estense in Municipio parte il XII Festival delle Città Identitarie.

Il nostro consueto viaggio dentro luoghi e personaggi che hanno dato identità alla provincia italiana anche quest’anno è preceduto dagli attacchi di politici locali che senza nemmeno sapere come è sviluppato il programma della rassegna alzano la solita sterile polemica per acquisire un pò di visibilità. Invece di parlare dei problemi dei loro cittadini, che infatti non l’hanno votati, portano in consiglio comunale una mozione di oltre due di discussione per ritirare l’adesione del comune di Ferrara a Città Identitarie.

Addirittura il Pd locale, la CGIL e la sinistra organizzano una manifestazione a poche centinaia di metri dove si svolgerà la prima serata del Festival per interrompere o disturbare il regolare svolgimento della nostra kermesse. Roba da regime comunista, una consuetudine oramai stile Stasi, una polizia del pensiero che viene messa in campo quando si fa un evento culturale non ascrivibile al pensiero unico di sinistra. Insomma un grave atto intimidatorio.

Questa edizione del Festival parlerà della corte rinascimentale dei d’Este che ha fatto di Ferrara la capitale culturale europea tra il XV e XVI secolo fino ad arrivare al ‘900 quando nell’immediato Dopoguerra sono fioriti tanti importanti cineasti che hanno trasformato la città in un importante centro del Cinema. Nel percorso che va da Lucrezia Borgia a Michelangelo Antonioni e Florestano Vancini, fa scalpore (per alcuni) parlare anche di Italo Balbo. Infatti nella prima serata dedicata ai personaggi “maledetti” della città si approfondirà la leggenda nera che anticipò l’arrivo alla corte estense di Lucrezia Borgia, figlia illegittima di papa Alessandro VI e la vita controversa di Balbo che da quadrumviro del Fascismo divenne eroe dei cieli con le sue trasvolate atlantiche.

La cagnara sta salendo perchè qualcuno accusa il Festival di fare chissà quale apologia, quando per parlare di un ferrarese così discusso è stato chiamato uno dei massimi esperti del ‘900 che dell’aviatore fascista ha scritto una biografia, Giordano Bruno Guerri. Il Presidente del Vittoriale degli Italiani ha sempre approfondito vita e gesta di personaggi della Storia scomodi senza farne dei santini anzi l’ha sempre fatto con una tale lucidità storica che è da tutti riconosciuto come uno degli scrittori ed intellettuali più stimati in Italia. E’ così sarà la sua analisi sul palco di Ferrara come confermato in alcune sue interviste uscite su quotidiani nazionali in questi giorni.

Quindi i pretestuosi attacchi che arrivano dall’Anpi o da circoli o sigle dell’estrema sinistra fanno sorridere, perchè Città Identitarie fa cultura da anni senza prendere nessuna posizione politica. Insomma sembra che attacchi il festival soffra di quella che ho ribattezzato, sindrome di Underground, una sorta di paranoia schizofrenica che ricorda il famoso film di Emir Kusturica. Nella pellicola ambientata in Jugoslavia, infatti, un gruppo di partigiani comunisti rifugiatosi durante la Seconda Guerra in un bunker rimane per più di 20 anni sottoterra, senza sapere che la guerra è finita da decenni. E così quando il gruppo esce dal bunker si ritrova per caso su un set cinematografico dove stanno girando un film sul conflitto mondiale, e vedendo delle comparse in abiti nazisti pensa che l’occupazione nazista sia ancora in corso.

Insomma è proprio il caso di dire che una risata seppellirà il tutto.Grande attesa, oltre che per l’arrivo di GB Guerri, per la maratona con la lettura dei 46 canti dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto interpretata dalla coppia Vanessa Gravina e Leandro Amato che apriranno la performance seguiti dai tanti cittadini ferraresi che si stanno iscrivendo per alternarsi al leggio nella lettura dei versi del più famoso poema cavalleresco della letteratura italiana.

Il Festival omaggerà anche Michelangelo Antonioni, nei 60 anni dall’uscita del suo capolavoro Blow Up, e il regista de La lunga notte del ’43, Florestano Vancini grazie a Stefano Muroni, Alessio Di Clemente e ad un’eccellenza tutta ferrarese, la Blow Up Academy, la seconda più importante scuola di cinema dopo il Centro Sperimentale di Cinecittà.

Di seguito il programma completo del Festival con tutti gli altri ospiti ed artisti presenti.

Ci vediamo a Ferrara per fare cultura vera e raccontare ancora una volta la nostra bella Italia, senza farci mettere il bavaglio da nessuno.

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