Parla Antonino Coppola, appassionato sindaco di Sant’Agnello
Sindaco, qual è la visione di fondo che guida l’azione della sua amministrazione per quanto riguarda la tutela dell’identità e la promozione di Sant’Agnello?
«La nostra visione parte da una convinzione profonda: un territorio deve conservare una misura umana, alla portata di chi lo vive tutti i giorni. Se l’attenzione viene concentrata sulle dinamiche esterne, si rischia di dimenticare le esigenze quotidiane delle comunità residenti. Proviamo a mettere al centro la persona. Sant’Agnello si impegna ad essere un luogo accogliente per le famiglie, oltre che per i visitatori, a costruire appartenenza e legame con il territorio».
Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la Penisola Sorrentina, ma spesso rischia di snaturare i luoghi. Come gestite il rapporto tra accoglienza ed equilibrio territoriale?
«Il turismo è senza dubbio un grande motore economico, ma non può e non deve trasformarsi in una monocultura che divora l’identità dei nostri borghi. Il nostro obiettivo è richiamare un turismo autentico, genuino e rispettoso. Non vogliamo che Sant’Agnello si trasformi in una vetrina artificiale o in un villaggio turistico privo di anima. Cerchiamo un equilibrio sostenibile in cui chi ci visita possa immergersi nella vita reale della nostra comunità, apprezzandone i ritmi, le tradizioni e il paesaggio. Noi non siamo i proprietari di questa bellezza di inestimabile valore, ne siamo soltanto temporanei custodi. Abbiamo il dovere di tutelare il nostro ambiente e di far sì che sia i residenti che gli ospiti possano goderne senza che il territorio venga sopraffatto o deturpato».
In definitiva, Sindaco, che cosa significa oggi per Sant’Agnello costruire la propria identità?
«Significa difendere ciò che rende questo territorio unico. In una società che tende ad appiattire le specificità, far riemergere la nostra identità è un atto di libertà e di responsabilità civile. Per Sant’Agnello l’identità non è un confine, ma una bussola: è l’insieme della nostra storia archeologica, delle nostre devozioni popolari, delle eccellenze dei nostri prodotti, dei valori di solidarietà e salute che promuoviamo. Significa distinguersi offrendo un’esperienza viva, autentica e profonda. Coltivare l’identità vuol dire per noi far sentire ogni cittadino parte attiva di un disegno comune, consapevole che proteggere il patrimonio di oggi è il regalo più grande che possiamo fare alle generazioni di domani».


















