Grease “troppo bianco” e Dumbo “razzista”: non se ne può più!

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@DisneyDumbo

Negli ultimi anni stiamo assistendo al terribile atto (probabilmente finale) di distruzione nei confronti dell’arte ed in particolar modo verso il Cinema. La settima arte è sempre stata, assieme al teatro, la più alta materia di riflessione (grazie allo strettissimo legame tra immagine/suono/parola) e quindi di emancipazione culturale e dunque, proprio a tal proposito, anche osteggiata dal potere. Lo stesso potere che ne ha anche usufruito per i propri fini propagandistici. Durante i regimi totalitari vi era una moltitudine di pellicole il cui unico scopo era quello di promuovere (quasi come manifesto) l’importanza dell’ideologia cui si faceva riferimento. Basti pensare al Cinema fascista capitanato da Goffredo Alessandrini e Augusto Genina, quello stalinista con la corrente del realismo socialista che si trasformò in un vero dogma da seguire, o infine a tutta la filmografia nazista, con a capo il suggestivo “Olimpia” (1938) di Leni Riefenstahl. Nonostante ciò, molti dei film propaganda erano diretti molto bene da sapienti registi che hanno fatto la storia.

Oggi stiamo assistendo ad un’ altra ideologia, forte, dissolutiva e dal cattivo gusto, il politicamente corretto e i suoi frutti sono già sul campo purtroppo. Vengono censurate opere perché secondo alcuni personaggi, (falsamente) suscettibili e (propriamente) mistificatori, sarebbero poco inclusive e dunque nocive per le nuove generazioni, quelle che stanno formando loro a colpi (bassi) di Hashtag e Tik Tok.

Il dato più allarmante è che neanche i film d’animazione sono più al sicuro, ad esempio Disney+ ha deciso di rimuovere dagli account dei bambini inferiori ai 7 anni “Dumbo”, “Gli Aristogatti” e “Peter Pan”.

I motivi sono specifici per ogni film ma la base è la stessa, colpire tutto ciò che possa apparire denigratorio nei riguardi delle altre culture/etnie e che possa dare così una visione razzista, con stereotipi e messaggi negativi.

Nell’ultimo mese aveva fatto scalpore anche il duro attacco, proprio da parte di un pubblico giovane, nei confronti del celebre musical “Grease” in quanto sarebbe misogino, sessista e omofobo nonché un film stupido con un forte incitamento allo stupro. Inoltre c’è chi ha l’ha definito un film “eccessivamente bianco” e ne ha chiesto la totale cancellazione, l’eliminazione da ogni schermo.

Le rigide regole cui bisogna sottostare per rimanere a galla non giovano mai all’artista né all’opera. L’arte, per vivere, ha bisogno di essere libera, scevra da qualsivoglia schema totalitario e soprattutto dev’essere apolitica e senza morale. Non a caso un gigante del Cinema nostrano come Federico Fellini, durante la sua fecondissima carriera ha dovuto subire duri attacchi da parte dei moralisti di destra e soprattutto di sinistra, perché il suo Cinema era libero. L’arte non appartiene agli schemi e dunque, il disgustoso chiacchiericcio di questi perbenisti con la sindrome di Supergirl (al maschile è sessista) è il vero virus che si sta diffondendo e il cui unico vaccino è una sana cultura fatta di tradizione e buon gusto, quello che tanto li irrita.

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8 Commenti

  1. I miei figli hanno visto Dumbo fin dalla tenera età. è un bellissimo cartone sulla disabilità e sul fatto che anche quelli diversi possono farcela. Insegna molto nel “credere in se stessi” anche aiutati dalla “pizzicologia” come la chiamano nel film.
    Quale altro migliore modo per insegnare queste cose ai bambini? Non farle vedere? Fare finta che non ci siano le disuguaglianze?

  2. E’ tutto organizzato per usare il razzismo come arma. L’ideologia razzista deriva dalla psichiatrizzazione transculturale voluta dalla lobby che decide cosa si deve produrre al cinema, cosa si deve sicrivere sui giornali, cosa si deve vedere alla TV……….e cosa invece é vietato sapere o anche solo conoscere………….quasi in tutto il Mondo!

  3. Ed allora cosa dobbiamo dire che in quasi tutti i film dobbiamo assistere come fossimo dei guardoni a scene di scopate e docce. Ma che ce ne frega di come fa la doccia. Che ce ne frega se lui sta scopando la compagna. Basta! Se voglio vedere un film porno acquisto o affitto un film porno e me lo guardo da solo non con la famiglia unita sul divano. Non vedo il senso, che oggi per mostrare l’amore dobbiamo assistere ai loro amplessi. Ma una volta come si faceva? Poi abbiamo sempre visto film con attori neri, e non eravamo sconvolti, oggi ci hanno fatto venire la psicosi. Quando erano bravi artisti li ammiravamo anche se erano neri.

  4. Non è affatto vero che i bambini piccoli non possono più vedere questi film, solo che ora sono i genitori a doverlo/poterlo decidere. Se l’autore di questo articolo conoscesse un minimo l’America saprebbe che le tv sono da 1) SEMPRE terrorizzate di ricevere proteste 2) la vera censura viene ancora da destra: ad esempio i repubblicani hanno recentemente ottenuto la rimozione TOTALE del film francese Mignonnes da Netflix accusandolo di “sessualizzare le bambine” (mentre il film, diretto da una donna di origini senegalesi, ne e’ invece una denuncia). Ma questa notizia non merita un articolo, senno’ la leggenda del “pensiero unico politically correct” che fine fa?

  5. Una sola soluzione possibile: BOICOTTAGGIO CON LE LORO STESSE ARMI. Disney ha in produzione Wendy, il primo film con Peter Pan nero. Si è voluto esplicitamente un Peter Pan nero. Un attore bianco non lo avrebbero accettato proprio perché bianco. Conclusione: DISNEY SEI RAZZISTA. Vogliamo parlare anche di tutti i film Disney con protagoniste principesse di qualsiasi etnia e provenienza geografica? Se escludiamo il John Smith di Pocahontas (che per altro ha dato il titolo al film) gli unici protagonisti maschili che ricordo sono Hercules e Aladdin, contro almeno una dozzina di protagoniste femminili. Conclusione: DISNEY SEI SESSISTA. Eccoti servita. Come nei tradizionali film ad argomento giudiziario: “quello che dirai potrà essere usato contro di te”

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