“I racconti della domenica”, 40 anni di storia italiana

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I racconti della domenica, 40 anni di storia italiana
Stella Egitto, I Racconti Della Domenica

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«Nella politica, come in tutte le sfere dell’attività umana, occorre il tempo, la pazienza, l’attesa del sole e della pioggia, il lungo preparare, il persistente lavorio, per poi, infine, arrivare a raccoglierne i frutti»; così, scriveva “il professore” Don Luigi Sturzo nel 1948. Il suo pensiero, la sua parola incisiva e appassionata guidano la vita e la politica di Francesco, il protagonista del terzo lungometraggio di Giovanni Virgilio, I racconti della domenica.

Dopo il bell’esordio con La Bugia Bianca (2015) e il tanto apprezzato dalla critica Malarazza (2017), il regista siciliano torna dietro la macchina da presa con il suo film più intimo e coraggioso. Uscito in sala il 10 novembre, è ispirato a vicende realmente accadute. La questione morale di “un uomo per bene” diventa lo spunto per ripercorrere quarant’anni di storia italiana e siciliana, dal 1934 fino alla morte di Aldo Moro. Sorrisi immortalati in bianco e nero, lettere sbiadite custodite in scatole impolverate che raccontano la grande emigrazione, gli anni tristi della fuga alla ricerca di una terra promessa. Virgilio ci dona la storia della sua famiglia che è poi la storia di ogni famiglia italiana. Un piccolo gioiello I racconti della domenica, che ci esorta a non dimenticare il sacrificio dei nostri cari e a conservare gelosamente la memoria storica collettiva. Ricordi preziosi di quando bastava un niente per essere felici, come testimoniano le commoventi lettere che Francesco scrive a suo padre partito per l’America a cercare fortuna.

Dopo il bell’esordio con la Bugia Bianca (2015) e il tanto apprezzato dalla critica Malarazza (2017), Giovanni Virgilio torna dietro la macchina da presa con il suo film più intimo e coraggioso
Giovanni Virgilio

Il film si avvale di un cast di giovani e bravissimi interpreti: Alessio Vassallo, al suo fianco la bella e intensa Stella Egitto, Nino Frassica, Paolo Briguglia, Emmanuele Aita e per la prima volta sullo schermo il bambino, Raffaele Cordiano. Virgilio firma anche la sceneggiatura assieme a Marco Spagnoli, Manuela Gurgone e Luca Arcidiacono. Prodotto da Movieside Cinematografica con Rai Cinema, con il contributo del MiC – Ministero della Cultura e con il sostegno della Sicilia Film Commission. Girato in parte in Calabria, a Serra San Bruno (VV) e in parte, a Castiglione di Sicilia (CT), la pellicola ripercorre la vita e l’impegno politico di Francesco (Alessio Vassallo) nato in un piccolo paesino dell’entroterra siciliano. Ogni storia d’emigrazione inizia con una partenza, con un distacco. Il padre è costretto a trovare fortuna Oltreoceano e da lì, ha inizio l’avventura di Ciccio obbligato a diventare grande e ad inseguire il sogno di sua madre: «Io ho due figli, uno deve diventare prete e l’altro medico». Quando, nel 1940, piovono bombe Francesco è in collegio e qui inizia a misurarsi con il mondo degli adulti. Con la severità dei suoi maestri, con l’affetto del vecchio Peppino (un poetico e commovente Nino Frassica), con i tedeschi, gli americani e con la paura di morire. Ciccio cresce senza un padre ed è solo questo interminabile flusso epistolare ad alimentare il suo affetto. Lunghe missive che scrive di domenica, per poter avere tutto il tempo di raccontare i suoi sogni, le sue gioie e le inquietudini. Dalla giovinezza durante la guerra, agli studi all’Università, fino alla candidatura a sindaco del proprio paese, la vita di Francesco è uno spaccato della Storia d’Italia e della Sicilia. Il film vanta un’attenta ricostruzione storica e una luce dai toni sabbiati un po’ come una bella fotografia portata in valigia che occupa poco spazio nel bagaglio degli emigrati, ma che colma un enorme vuoto affettivo.

Una bella favola civile I racconti della domenica, che dichiaratamente rende omaggio al capolavoro di Tornatore Nuovo Cinema Paradiso. Appassionato, sincero, coraggioso, Francesco non sopporta le degenerazioni della politica, le “malabestie”, come le chiamava Don Sturzo. Lo sperpero del denaro pubblico, lo statalismo e la corruzione, ma anche l’accumulo di cariche e il clientelismo. Sembra un mondo così lontano dal nostro presente. Eppure, uomini come Francesco e Maria, sua moglie (interpretata dalla talentuosa Stella Egitto) hanno fatto l’Italia. Uomini e donne che sono stati padri e madri della comunità, loro che un padre e una madre non l’hanno mai avuti. «Ho sentito e sento la vita politica come un dovere e il dovere dice speranza», scriveva Don Sturzo e vedere I racconti della domenica lascia la speranza di tornare finalmente a quel candore d’animo.

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