In Italia i senzatetto si sono quadruplicati, dov’è lo Stato?

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Roma, 6:30 del mattino, quell’ora quasi magica in cui la città è sveglia ma non troppo, quel momento in cui la via ancora non ruggisce e riesci a respirare l’aroma del cappuccino e del cornetto mentre ti stringi nel cappotto accompagnando il cane a spasso nelle stradine di San Lorenzo.

Eppure c’è qualcosa di drammatico che attanaglia la tua passeggiata mattutina, qualcosa che il mondo cosiddetto civile e politicamente corretto finge disturbato di non vedere, il rovescio della medaglia troppo scomodo da ammettere alla responsabilità della politica dell’accoglienza.

Sotto i portoni, negli anfratti e in ogni singolo angolo buio, avvolti nelle loro coperte di stracci, riparati alla nostra vergogna da giacigli di cartone, riposano loro, quei fantasmi senza nome che guardiamo senza vedere, quei senza fissa dimora uccisi ogni giorno due volte: dal freddo e dall’indifferenza benpensante.

E’ Antonio, che ha perso casa, lavoro e famiglia e si ritrova in strada dopo anni di tasse pagate allo Stato; Maria, che dopo la morte di suo padre è stata presa da una depressione tanto profonda da volersi isolare dal mondo mentre il mondo la dimenticava; Addae che ha ricevuto in dono questo nome che in ghanese vuol dire sole del mattino ed è stato illuso di trovare un nuovo sole a migliaia di km. dalla miseria del suo paese…

Sono invisibili questi disperati che a volte speravano solo di fuggire dagli abusi perché la speranza non costa nulla e invece devono subire l’abuso violento di un Paese che si rifà il trucco parlando di tutele e diritti ma dimentica il bisogno dei deboli, quelli che devono vivere di espedienti, di elemosina e solitudine ai margini di una società senza risposte.

Dov’è la dignità di un sistema che parla di accoglienza solo se è fonte di lucro per i soliti noti, che declama il razzismo solo dai salotti buoni, che è vicino ai poveri sorseggiando champagne?

I senzatetto sono esclusi sociali e il fatto che si siano quadruplicati in 10 anni dovrebbe farci pensare che questi ultimi dieci anni hanno un altro triste primato per cui essere dimenticati.

Quando i vip parlano di rifondare l’Italia, forse dovrebbero scendere dall’Olimpo, in mezzo a chi non si nutre di nettare e ambrosia.

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