In viaggio “ad alta quota” con l’Aeronautica Militare alla scoperta di Pomezia

2

ABBONATI A CULTURAIDENTITA’

Al Museo Città di Pomezia una mostra fotografica celebra l’anniversario della “Città Nuova” e della nostra Aeronautica

Due anniversari, l’Aeronautica Militare e l’Istituzione del Comune di Pomezia: impossibile non celebrarli in un viaggio culturale “ad alta quota”. Cent’anni in volo dal 1923 per l’Aeronautica Militare, da quando la Regia Aeronautica venne costituita come Forza Armata autonoma e l’aeroplano iniziò a incarnare un modello di modernità, eroismo e capacità di imprese assolute. E 85 anni per l’inaugurazione della Città di Pomezia, la “Città Nuova” di cui il Museo Città di Pomezia-Laboratorio del Novecento, cuore pulsante al centro della Città, in cui si colloca fisicamente e simbolicamente, ricostruisce e racconta la storia attraverso testi, documenti d’archivio, immagini, oggetti e filmati d’epoca.

Per questa occasione il Museo e il C.I.G.A. – Centro Informazioni Geotopografiche Aeronautiche hanno realizzato una mostra fotografica che ha aperto i battenti ieri pomeriggio alla presenza del sindaco di Pomezia Veronica Felici e di una rappresentanza dell’Aeroporto di Pratica di Mare.

Storia ad Alta Quota, questo il titolo della rassegna promossa dal Comune di Pomezia, dall’Aeroporto di Pratica di Mare e dal Direttore del C.I.G.A., è a cura di Claudia Montano (Direttore, Responsabile scientifico e Curatore delle Collezioni Museali del Museo Città di Pomezia) e del Tenente Ileana Schiavelli, Capo Sezione presso il C.I.G.A. (Centro Informazioni Geotopografiche Aeronautiche) ed è il frutto di un’intensa attività di studio e ricerca svolta in parallelo fra  Museo e C.I.G.A. presso archivi italiani ed esteri.

Tra foto aeree, atti, carteggi, progetti, planimetrie e trascrizione di testimonianze orali tratte dalle fonti (tutto in gran parte materiale inedito) il visitatore fa un viaggio nella storia della città di Pomezia e dell’Aeroporto di Pratica di Mare seguendo con gli occhi una autostrada dell’aria e del tempo che procede secondo un percorso diviso in tre tappe (1937 – 1942 PRIMI VOLI E GRANDI PROGETTI, 1942 – 1944 CIELI DI GUERRA , 1945 – 1956 IN ROTTA VERSO IL PRESENTE), perché la storia dell’Aeroporto e quella del Comune di Pomezia procedono insieme essendo stati progettati entrambi, seppure in sedi diverse, nel 1937.

«La mostra ripercorre 20 anni della storia di Pomezia a partire dal 1937», ci dice il Direttore del Museo Claudia Montano, «cioè dal bando di concorso per la realizzazione della Città fino agli anni ’45 e ’56, quando Pomezia diventa uno dei centri industriali più importanti d’Italia e d’Europa. In mostra potrete vedere foto inedite d’epoca, documenti anch’essi inediti di particolare rilevanza, un patrimonio straordinario di foto aeree scattate durante la Seconda Guerra Mondiale per la prima volta rese pubbliche e molto altro.

Abbiamo deciso di renderla fruibile fino a settembre perché vogliamo dare l’opportunità anche alle scuole di visitarla (fino al 30 settembre 2023, n.d.r.): noi infatti come Museo Città di Pomezia-Laboratorio del Novecento abbiamo fra le missioni principali quella di accrescere il senso di appartenenza e l’orgoglio civico nei più giovani. Siamo una “Città nuova”, la cui storicità sta ora venendo alla luce e per questo ci è sembrato doveroso realizzare dei percorsi formativi da svolgere con i ragazzi del Liceo Artistico Pablo Picasso di Pomezia (nell’ambito di un percorso formativo coordinato dalla professoressa Simonetta Trabocchini in collaborazione con il Museo Città di Pomezia, n.d.r.), che hanno realizzato il progetto grafico dei pannelli della mostra e del correlato volumetto documentale».

La mostra è allestita nel Museo Città di Pomezia-Laboratorio del Novecento, in Piazza Indipendenza 11 a Pomezia.

ABBONATI A CULTURAIDENTITA’

2 Commenti

  1. Pomezia = Pratica di mare, ,passato un periodo molto importante al 31° girovagando per la agro pontino con un G.2, come dimenticare ? ( elicottero )

  2. Pomezia: una delle 5 città di fondazione dell’Agro Pontino, là dove nulla v’era, al pari delle “gemelle” Aprilia, Littoria, Pontinia e Sabaudia.
    Pagine scomode della nostra Storia, che si tende a sfogliare frettolosamente limitandosi a faziosi riassunti.
    Così come per le bonifiche in altre parti d’Italia; una fra tutte quelle in terra Sarda, con ingenti opere idrauliche e – anche qui – di bonifica ed insediamento con la fondazione di nuove città: Carbonia e Mussolinia tra tutte.
    Sul lato Toscano, sempre da terre bonificate, va ricordata anche Tirrenia.

    Ma l’enorme sforzo di ammodernamento ed edificazione plasmò tutta Italia, con la costruzione delle principali infrastrutture ed edifici pubblici (dalle università alle stazioni ferroviarie, dagli ospedali ai Palazzi di Giustizia. Dalle Poste e Telegrafi alle Camere di Commercio, Dai Consorzi Agrari ai vari edifici del Regime poi riconvertiti nel dopoguerra ad altri usi) e di comunicazione (strade/autostrade e viadotti), così come Caserme e Aeroporti e numerosi alloggi popolari. Certo, tutto questo avvenne sotto un regime, ma ciò non toglie il merito per il sacrificio, l’immane lavoro e l’ingenio che noi italiani fummo in grado di mettere in campo in meno di 20 anni. Perchè l’EUR-42 ne è l’esempio, con l’inizio del Conflitto Mondiale questo progetto edilizio strategico si dovette arrestare. Praticamente per sempre.
    Ciò che seguì, negli anni ’50 e ’60, fu un mero potenziamento ed ammodernamento del Paese, volto esclusivamente a rispondere ai nuovi dettami economici e sociali.
    Quel che seguì dopo fu ancora peggio, con opere pubbliche diventate “mangiatoie” per sprechi e lavori malfatti, che poi nel tempo sono diventate “bombe ad orologeria” pronte ad esplodere. Il Ponte Morandi è (stato) un esempio.
    Le opere e gli edifici eretti in quel Ventennio sono ancora lì, spesso pure quelli lasciati all’incuria ed abbandonati. Opere destinate a durare secoli, non con l’obsolescenza programmata.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui