Senza lavoro l’Italia rischia di crollare

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Riprendono le dirette Facebook con cui CulturaIdentità racconterà il coprifuoco delle nostre città: intere categorie di lavoratori rischiano di finire, come i ristoratori e i tassisti. La situazione può diventar esplosiva: senza lavoro l’Italia rischia di crollare. Non penseranno che basti la mancetta del reddito di cittadinanza? Il governo si è dimenticato dei lavoratori italiani, ma CulturaIdentità darà voce a tutti gli italiani che non vengono raccontati dai giornaloni prezzolati: sarà la voce dei lavoratori.

Iniziamo con la protesta dei ristoratori e dei commercianti milanesi contro il decreto emanato da Conte: dalle 22.30 e fino alle 23, orario di inizio del coprifuoco, i gestori dei locali hanno manifestano davanti alla Regione Lombardia chiedendo sussidi alla categoria. Per CulturaIdentità era presente la “cronista d’assalto” Dejanira Bada, che ha intervistato l’imprenditore Paolo Polli, organizzatore della protesta di stasera e che già lo scorso maggio aveva animato il sit in all’Arco della Pace di Milano a nome anche degli altri colleghi e ad altre animatori della protesta.

Prima del collegamento con la manifestazione davanti alla Regione, Edoardo Sylos Labini ha intervistato Gianmarco Senna, consigliere regionale e Presidente della Commissione Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione in Regione Lombardia e ristoratore anche lui.

Gianmarco Senna: si dà degli untori a quelli che tutte le mattine si svegliano per non pesare sulla collettività: chi non chiedono il reddito di cittadinanza chiede di avere la dignità del lavoro.

Si va verso il lockdown totale, la vera battaglia da fare è quella contro il governo anti imprese che dà i soldi a chi sta sul divano e ha riempito di monopattini la città anzichè intervenire su mezzi pubblici.

L’opposizione deve essere più dura: deve stare con le persone, serve coraggio

Paolo Polli: non ci fidiamo più del Governo. Non avremo nessun aiuto. In un mese il 70% dei locali chiuderà. Protesteremo finchè non cambieranno le cose.

Se devono chiudere tutto, almeno non ci facciano pagare le tasse per tutto l’anno. Bloccate tutto ma non fateci pagare le cose che non dobbiamo pagare.

Sì allo sblocco dei licenziamenti: saremo obbligati a licenziare persone che lavorano con noi da anni.

Da stasera ci richiudono in casa con tante contraddizioni che oramai viviamo da mesi. Con le mie dirette e con gli…

Pubblicato da Edoardo Sylos Labini su Giovedì 22 ottobre 2020

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