La reale piazza no vax che nessuno racconta

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Ph. Andrea Chiarucci Studio Clic

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Le piazze no vax sono sempre narrate dalla stampa main stream come un luogo di pericolosi sovversivi o di improbabili e violenti complottisti. In realtà la spocchiosa violenza con la quale un no vax viene accerchiato nei talk tv è più una caratteristica della maggior parte dei giornalisti o dei virologi che oramai da due anni riempiono i palinsesti televisivi in Italia. Allora la cosa migliore da fare è andare in quelle piazze a vedere con i propri occhi chi sono le migliaia di italiani che protestano per questo stato di polizia sanitaria che sta togliendo le libertà basilari ai cittadini del nostro Paese. A Milano l’ospite d’onore della protesta era il premio Nobel Montagneir.

Noi siamo andati invece a dare un’occhiata a Piazza San Giovanni a Roma, dove Enrico Montesano, come tante altre volte, è stato il simbolo delle tante sigle di comitati presenti che combattono contro le discriminazioni del green pass e dell’obbligo vaccinale. Con lui sono intervenuti il magistrato Angelo Giorgianni e Antonio Porto, segretario generale del sindacato di Polizia Libertà e Sicurezza che ha riunito circa 50 mila tra poliziotti, carabinieri e uomini in divisa che hanno giurato sul diritto al lavoro della nostra Costituzione e che sono stati sospesi perché non vaccinati.

Nella piazza, come minimo 20 mila persone, c’era un po’ di tutto tra ex e militanti di estrema destra e di estrema sinistra insieme a famiglie, insegnanti, liberi professionisti e cittadini stanchi e impauriti dopo 2 anni folli. Ad un certo punto uno sparuto corteo improvvisato di chissà quale centro sociale minaccia di superare il cordone di polizia. Le forze dell’ordine nemmeno li prendono in considerazione, naturalmente Repubblica titolerà “Tensioni con la polizia, i fasci cercano di raggiungere Palazzo Chigi”.

La protesta va raccontata e i media dovrebbero cominciare a dare spazio a questa voce spesso silenziata se non addirittura soffocata. Oggi c’è bisogno di aprire un confronto pacifico su quello che sta succedendo ed è successo nel nostro Paese nella gestione della pandemia. Lo scontro sociale è dietro l’angolo e anche se siamo un popolo oramai lobotomizzato da media e social abbiamo il dovere di creare un confronto costruttivo perché le libertà principali in Italia sono di fatto calpestate dall’entrata in vigore del super green pass.

“Non accettiamo passivamente tutto quello che ci sta accadendo altrimenti faremo la fine della rana bollita.” diceva Chomsky.” E non lasciare che ciò accada dipenderà da te” scriveva George Orwell. Noi, che siamo puntati con i piedi a terra ma abbiamo lo sguardo in alto, lottiamo anche per questo. Che non sia un altro 1984.

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