Il Consiglio dei Ministri ha confermato ieri: nessun sollievo a quei cittadini che non sono riusciti ad adempiere al loro dovere fiscale.
Non cambiando nulla non è una notizia. Infatti cercandola sulle prime pagine dei giornali appare solo su uno di centrodestra, sugli altri nemmeno un rimando, anche se riguarda molti milioni di Italiani, è di rilievo e ha avuto visibilità.
I debiti vanno ripagati, le scadenze rispettate e lo rammenta anche San Paolo nella Lettera ai Romani, tuttavia ci pare di poter dire che nel caso specifico si andava ad adempiere e in parte a sanare una situazione passata molto complicata. Situazione che, se non si è risolta per il Governo, non comprendiamo veramente perchè dovrebbe esserlo per i cittadini onesti e in buona fede. E che i tempi e i modi decisi due mesi fa non erano quelli corretti ne rispecchiavano la logicità delle proposte del centrodestra dal 2020 a ieri.
Qualcuno oggi in prima, trattando di norme e giustizia, descrive questi ultimi tempi come “decenni di inciviltà (che) hanno imbastardito la cultura, inquinato animi ...”. Ci permettiamo di aggiungere asimmetria sociale o, con altre parole, risentimento politico.
Il progressismo modernista al governo e inclusivo a parole, prevede che tutti quelli che pensano diversamente debbano essere esclusi, rieducati o comunque sperimentare quella “durezza del vivere” descritta – non tanto profeticamente perchè era nei piani- da Tommaso Padoa Schioppa nell’Agosto del 2003.
Con un po’ di malizia viene spontaneo pensare che non sia casuale che la parte che più ha da soffrire in un momento così complicato sia quella meno garantita e che meno si riconosce nella parte più ampia della maggioranza .
Ci chiediamo perchè un governo con una delle maggiori convergenze politiche e di fini del Dopoguerra faccia ogni cosa per dividere invece che unire. Il non essere stato eletto è solo una parte della risposta, per quella completa bisogna guardare a Bruxelles.

















L’unica emergenza che attanaglia questo paese è quella democratica.
l’emergenza è stata prorogata al 31/03, mentre il reddito di emergenza (rem) per famiglie indigenti si è chiuso lo scorso settembre, a conferma che questa emergenza serve solo alla politica