Nell’ “Ecosistema Taranto” la Cultura viaggia con la Natura

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Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata) è un’associazione di categoria nata nel 1947 per rappresentare le esigenze della piccola e media impresa italiana.

Roberto Palasciano è il Presidente della associazione territoriale della provincia di Taranto. Confapi Industria Taranto ha una importante carta da giocare sul fronte energie rinnovabili/mobilità sostenibile/riconversione industriale su Taranto in ottica economia circolare. Del resto, è notizia di questi giorni che colossi come Snam e Toyota hanno siglato un protocollo d’intesa per accelerare sulla mobilità basata sull’idrogeno, fondamentale nel processo di decarbonizzazione dei trasporti.

Presidente Palasciano, lo scrittore tarantino Angelo Mellone nel suo ultimo romanzo intitolato (Fino alla fine) intreccia le vicende umane dei protagonisti con quelle dello stabilimento più grande d’Europa, il siderurgico di Taranto, un “mostro” da abbattere secondo alcuni, un monumento di orgoglio operaio secondo altri: lei cosa pensa a riguardo? Quali sono progetti di riconversione industriale su Taranto in ottica di Economia Circolare? E soprattutto: ci spieghi che cosa intendiamo esattamente con “Economia Circolare”

L’economia circolare ha un ampio significato e svariate applicazioni, mi piace esplicitarla come la totale riconversione del concetto di economia a cui siamo stati abituati sino a poco tempo fa: si tratta di un cambiamento di approccio, di mentalità, di progettazione e di materiali, incentrando la produzione di beni e servizi sulla loro durabilità, non impattando, o quantomeno riducendolo al minimo, sull’ambiente, cancellando il concetto solito di “rifiuto” e immettendo quest’ultimi nella catena produttiva come materia prima-seconda.

Dovremo avvicinarci sempre più al concetto produttivo tipico della natura, in cui nulla viene cestinato, ma ogni elemento partecipa in maniera ciclica alla fase produttiva.

Taranto, per le sue caratteristiche storico industriali, è il territorio europeo con maggiori difficoltà legate a questi temi, ma anche quella con maggiori possibilità di crescita e sviluppo: la nostra città sta diventando un “think-tank” dove catalizzare idee, progetti, startup, centri accademici volti alla produzione, solo per citarne alcuni casi, di idrogeno verde, alla funzionalità del porto in ottica circolare, alla produzione di energia da FER, alla economia del mare ed alla decarbonizzazione dell’ex Ilva: l’industria strategica, partecipata dallo Stato, deve e dovrà adeguarsi agli standard dell’economia circolare; sarà un passaggio lungo e faticoso che ci permetterà di sviluppare know-how ed opportunità.

Green economy e green energy, cioè energia a basso impatto ambientale: come Confapi Taranto state lavorando all Progetto H2-SM per la produzione di energia verde, di cosa si tratta?

Una delle aziende associate a Confapi Industria Taranto, la New Euroart Srl insieme con il Politecnico di Bari ed il Distretto Nuova Energia è impegnata nella ricerca, nella filiera dell’idrogeno, con il Progetto H2-SM. L’obiettivo principale è quello di produrre idrogeno utilizzando tecnologie consolidate e mature, ovvero creare un impianto per la produzione, l’accumulo e la valorizzazione economica di idrogeno a partire da un mix ottimale di FER di potenza pari ad 1 MW totale. Da qui si produrrebbe energia elettrica da utilizzare per il meccanismo di elettrolisi tramite il quale viene generato idrogeno verde in maniera efficiente. Questo viene poi stoccato e direzionato utilizzando dei sistemi studiati ad-hoc, per l’utilizzo nel settore dei trasporti sia pubblico che privato e in particolare nella mobilità ferroviaria. L’attività di ricerca non prevederà solo la fattibilità tecnica del progetto ma anche quella economica, con valutazione del business legato al prodotto e l’identificazione delle attività e delle risorse chiave per l’effettuazione delle analisi economico-finanziarie degli investimenti

Greta Thunberg sta facendo proseliti fra le matricole universitarie, con boom di iscrizioni a Scienza Naturali: dal vostro osservatorio pensate che questa impennata consenta di guardare con fiducia all’imprenditoria giovanile di settore?

Il tema dell’ambiente è il tema dei giovani di oggi che definiamo ‘Generazione Greta’.Indubbiamente esiste un effetto mediatico che ha contribuito alla crescita di domanda e di offerta di formazione di tipo ambientale, ma c’è anche una componente economica: tutta la cosiddetta Green Economyè in forte sviluppo, si prevedono nuovi posti di lavoro in questo settore e figure professionali che oggi non esistono e non sono neppure prevedibili. In un’ottica imprenditoriale, di sicuro possiamo guardare con fiducia all’imprenditoria giovanile di settore; ritengo che una ritrovata coscienza ambientale non sia solo una moda giovanile passeggera ma che si sia già prodotto nelle nuove generazioni il cambio radicale di approccio alla salvaguardia dell’ambiente. Agevolazioni finanziarie a sostegno dell’imprenditorialità giovanile in questo campo sono state messe in campo dall’Europa, incentivi a sostegno di imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile promossi dal MISE, finanziamenti e contributi a fondo perduto sono previsti in particolare per le regioni del mezzogiorno.

L’insieme di queste misure, che verranno mantenute nel corso degli anni, consentirà ai giovani laureati di intraprendere il personale percorso imprenditoriale.

La tecnologia permette di tutelare insieme all’ambiente il turismo e la cultura: possiamo intendere anche questo fenomeno come una specie di…economia circolare?

Assolutamente sì. La logica su cui si basa l’economia circolare può essere trasferita dal settore industriale a quello del turismo attraverso l’attuazione di modelli basati sui principi della sostenibilità. La transizione verde e la sostenibilità ambientale non possono che fondarsi sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio culturale, politiche intrinsecamente ecologiche che comportano la limitazione del consumo di suolo, minimizzano l’uso di risorse naturali ed energetiche e assicurano un basso impatto ambientale. Turismo e cultura sono i settori che necessitano di un sostegno specifico per accompagnare la ripresa e rafforzare la resilienza per il futuro.E’necessario un approccio che metta al primo posto la sostenibilità ambientale e sociale, per viaggiare in modo compatibile con la natura, gli ospitanti e i territori, preservando la ricchezza storica, culturale e naturale per renderla accessibile anche alle generazioni future.

La conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e l’economia circolare ‘si intrecciano’ perché entrambe prolungano i valori d’uso in un tempo indefinito. In questo modo si producono benefici multidimensionali: benefici culturali, ‘mantenendo vivo’ un simbolo di identità della comunità, benefici economici in termini di aumento della produttività, benefici ambientali come riduzione del consumo di risorse e benefici sociali in termini di occupazione

In che modo Taranto può diventare un modello nazionale di mobilità sostenibile (e conseguenti ricadute sul comparto turistico e culturale)?

Taranto sta crescendo e sta diversificando molto la sua offerta complessiva. Il cambiamento è sotto gli occhi di tutti con piste ciclabili, bike sharing, noleggio monopattini elettrici, idrovie e rinnovo sostanziale della flotta di autobus, un programma che sta cambiando radicalmente l’idea stessa di mobilità dei tarantini.

Si sta dando concreta attuazione al Piano strategico di transizione verso la Taranto resiliente del 2030, definito appunto “Ecosistema Taranto”, che avrà un impatto su larga scala con interventi di mobilità elettrica, economia circolare, efficienza energetica e soluzioni per l’innovazione tecnologica.

Taranto è un luogo paradigmatico in cui si combinano la monocultura dell’acciaio e le potenzialità naturali legate all’ecosistema mare che in questo momento può attrarre grandi risorse incentrate sulla transizione ecologica.

Il fine ultimo è fare della città un hub mediterraneo, capace di attrarre investimenti in virtù della posizione geografica e della tradizione di polis al centro di scambi commerciali e culturali.  

Le città che partono da una condizione di assoluto svantaggio hanno sempre compiuto le trasformazioni più significative conquistando spazi di innovazione imprenditoriale e capacità di incidere sulla crisi ambientale.

Trasformare le città in insediamenti umani più inclusivi e sostenibili è un’impresa molto impegnativa. Sotto questo profilo certamente Taranto può rappresentare un punto di riferimento per altre città che vogliano iniziare il loro percorso virtuoso.

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