La Rai, in prima linea contro la disinformazione e le fake news, ha presentato il progetto ” Uniti contro la disinformazione”, disponibile su RaiPlay dal 30 aprile, che offrirà strumenti di analisi, riflessione e approfondimento sui temi più attuali legati all’ecosistema digitale, alla verifica delle fonti e alla consapevolezza mediatica.
Con circa 1.2 miliardi di contatti (150/80 milioni a stagione) tra Tv, RaiPlay social media ed eventi, si tratta in tutto sei stagioni, con sessanta pillole in totale e più di 13mila messe in onda sui Canali Rai.
All’incontro di presentazione hanno partecipato l’Amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, Gianni Riotta, Coordinatore IDMO, Fabrizio Casinelli, direttore Comunicazione Rai,Francesco Giorgino, direttore Ufficio studi Rai e Marcello Ciannamea, direttore Distribuzione Rai, coordinati dal Direttore dell’Ufficio Stampa Rai, Incoronata Boccia.
“Il ruolo del giornalismo oggi sta cambiando molto, non è vero che il giornalismo non serve più o che i giornalisti non servono, stanno cambiando la loro funzione. Il ruolo di mediatori tra l’evento e il racconto dell’evento oggi diventa sempre più centrale proprio perché la tecnologia, gli spazi di disintermediazione, l’arrivo dell’intelligenza artificiale, stanno modificando la percezione della realtà e questo dà al ruolo del giornalismo una maggiore responsabilità rispetto a quello che era lo stesso ruolo 30, 40, 50 anni fa”. Lo ha detto l’AD della Rai, Giampaolo Rossi, durante la presentazione a Roma di “Rai per Idmo Italian Digital Media Observatory – Uniti contro la disinformazione”.
“Si richiede al giornalismo, soprattutto al giornalismo della Rai, un grande senso di responsabilità nello svolgere la propria funzione che è quella di riuscire ad essere un elemento di mediazione e di racconto e quindi di servizio rispetto a quello che avviene attorno a noi” ha continuato.”È uno sforzo enorme, la Rai ha investito molto all’interno del progetto Idmo, e lo abbiamo visto con la sesta edizione, Pillole di contenuti, con cui proviamo a raccontare al grande pubblico i pericoli della disinformazione.
“Un miliardo e 200.000 contatti sono stati fatti in questi anni tra RaiPlay e la comunicazione sulla televisione generalista che dimostrano anche come il servizio pubblico ha un impatto straordinario nella percezione del problema e nella capacità di trasmettere le criticità di questo problema” ha concluso Rossi.


















