Tra le colline di Tusa un antico tesoro con vista sul Tirreno

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La storia di Halaesa Arconidea, la città che seppe trasformare posizione e alleanze in potere

Tra le colline che dominano la costa settentrionale della Sicilia, nel territorio dell’attuale Tusa, si posso ammirare ancora oggi i resti dell‘antica Halaesa Arconidea, conosciuta anche come Alesa.  Un centro abitato dell’antichità, luogo di incontro tra culture diverse: quella sicula, quella greca e, più tardi, quella romana. La sua posizione, affacciata sul mar Tirreno e vicina alla valle del fiume Tusa, ne fece per secoli un punto strategico per i commerci, i collegamenti e il controllo del territorio.

La città fu fondata nel 403 a.C. e la sua origine è legata alla figura di Arconide di Herbita. Secondo la tradizione, Arconide concesse una parte del territorio ai Siculi che lo avevano sostenuto nelle lotte contro Siracusa. Da lui la città prese il nome di Arconidea. Il luogo scelto per la fondazione non fu casuale: la collina permetteva di osservare il mare e la vallata, offrendo allo stesso tempo una posizione sicura e facilmente difendibile.

Dalla fondazione all’alleanza con Roma

Un momento decisivo nella storia di Halaesa arrivò durante la Prima guerra punica. Quando i Romani sbarcarono in Sicilia, la città fu tra le prime a schierarsi dalla loro parte. Questa scelta si rivelò vantaggiosa: dopo la nascita della provincia romana di Sicilia, nel 241, Halaesa acquisì lo status di civitas libera et immunis. Ciò significava che poteva conservare una certa autonomia e non era obbligata a pagare tributi.  Un grande privilegio che favorì la sua crescita economica e politica.

Tra l’età repubblicana e quella imperiale, Halaesa visse un periodo di grande sviluppo. La città prosperò grazie alla sua posizione geografica, ai rapporti con Roma e alla capacità di mantenere una forte identità locale. Per un certo periodo ebbe anche una propria monetazione, segno della sua importanza e della vivacità della sua economia.

I resti della città

Gli scavi archeologici hanno permesso di ricostruire l’aspetto dell’antica città. Halaesa aveva un impianto urbano ordinato, adattato alla forma della collina. Le strade principali correvano da nord a sud, mentre quelle trasversali seguivano l’andamento est-ovest e spesso erano costruite a gradoni, per superare i dislivelli del terreno. L’abitato era protetto da mura fortificate, realizzate già a partire dal IV secolo a.C., che difendevano la città e ne segnavano i confini.

Il cuore della vita cittadina era l’agorà, la piazza pubblica. In questo spazio si concentravano le attività politiche, religiose e sociali. L’agorà si apriva su una terrazza rivolta verso la valle del fiume Tusa ed era arricchita da portici monumentali. Lungo i portici si trovavano piccoli saccelli, ambienti sacri con nicchie per statue e altari. In uno di questi luoghi di culto è stata ritrovata una statua marmorea di Cerere con un’iscrizione dedicatoria di età romana. In altri ambienti sono emerse numerose iscrizioni, preziose per conoscere la vita pubblica e religiosa della città.

La piazza era anche dotata di un sistema per raccogliere e smaltire l’acqua piovana, segno di una progettazione attenta e funzionale. Al suo interno si trovavano basi di statue e un podio, forse utilizzato come tribuna per gli oratori. Questo fa immaginare l’agorà come un luogo molto vivo, dove si incontravano cittadini, magistrati, sacerdoti e mercanti.

Nella parte più alta della città si trovava l’acropoli, l’area sacra. Qui sono stati individuati i resti di due templi, uno dei quali potrebbe essere stato dedicato ad Apollo.

Oggi molti reperti provenienti da Halaesa sono conservati nell’Antiquarium. Tra questi si trovano sculture, elementi architettonici, decorazioni e numerose epigrafi greche e latine, databili tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. Queste iscrizioni sono particolarmente importanti perché raccontano nomi, dediche, cariche pubbliche e aspetti della vita quotidiana della città.

Il declino

Con il passare dei secoli, l’antica Halaesa perse progressivamente importanza. Dopo l’occupazione araba della Sicilia, il sito venne abbandonato e la popolazione si spostò verso l’attuale Tusa, situata su un’altura più sicura e naturalmente protetta.
Oggi Halaesa Arconidea è un importante sito archeologico della Sicilia settentrionale. Attraverso le sue rovine è possibile approfondire la storia di una città che si ritagliò un posto di prestigio grazie alla sua posizione strategica, alle sue alleanze politiche e alla ricchezza del suo territorio su una pittoresca collina vista Tirreno.

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