“Terra Benedetta”, i racconti degli eroi italiani

0

È in tempi come questi che c’è bisogno d’eroi. A ricordarci che il nostro non è solo un paese di irresponsabili e di delatori è la nuova antologia curata dal terzetto Emanuele Mastrangelo, Emanuele Merlino ed Enrico Petrucci che sul solco del primo lavoro, “Eroi. 22 storie dalla Grande Guerra” (Idrovolante, 2018), riprende il tema allargandolo ad altri periodi del nostro passato. Sono quindici i racconti della raccolta “Terra Benedetta” (titolo che rovescia il famoso luogo comune “beata la terra che non ha bisogno d’eroi”), che vanno dal medioevo in Sicilia alle cronache più recenti uniti tutti da un filo conduttore: la schiena dritta davanti a un nemico dell’Italia.

E il nemico è spesso e volentieri il forestiero protervo o invasore (poiché pochi oggi ricordano che la nostra storia è stata fino al 1861 una storia di occupazioni straniere e la nostra patria nasce al grido di “va fuora ch’è l’ora, va fuora o stranier”), ma anche il nemico interno, l’avversario dell’unificazione nazionale o la piovra mafiosa. I quindici racconti (assieme all’introduzione della medaglia d’oro al merito civile Ermenegildo Rossi) sono disponibili insieme e singolarmente online, al sito http://www.idrovolanteedizioni.it/libri/terra-benedetta-ebook/, in attesa che la fine dell’emergenza coronavirus renda di nuovo disponibile la filiera del libro, dalle tipografie alle librerie, ai lettori. Che nel frattempo potranno leggere dei Vespri Siciliani e dell’eroina catanese Gamma Zita, che piuttosto che cedere a uno stupro di un soldato straniero si suicida; di Ciceruacchio, ucciso coi suoi figli mentre cercava di raggiungere Venezia e lottare per la libertà d’Italia; del Conte di Torino che fa capire a colpi di spada al Principe d’Orleans che non si può sparlare degli italiani; di Colomba Antonietti, la “Lady Oscar” italiana che muore nella difesa di Roma del 1849; di Maria Pasquinelli, che vendica lo strazio della Venezia Giulia strappata all’Italia dagli Alleati… Queste alcune delle vicende – tutte vere – raccontate dagli autori della raccolta. Tanti i personaggi della Repubblica Romana: Ciceruacchio e la Antonietti, già citati, poi anche Goffredo Mameli, segno che quell’epopea tanto sfortunata quanto epica è una vera miniera di esempi per gli italiani moderni, nella loro lotta continua contro la prepotenza straniera e la viltà e il servilismo interno. Ma questa raccolta ci lascia anche un’altra riflessione.

Oggi parlando di “eroi” la mente non può che andare a medici e infermieri coinvolti nella guerra contro l’epidemia di Covid19. E sono Eroi perché per lavoro, ma anche per scelta, affrontano il rischio d’ammalarsi e il dolore personale e dei pazienti che, in troppi casi, muoiono senza che loro possano fare nulla. È giusto considerarli Eroi, ma denuncia anche quella punta di egoismo personale che non abbandona mai noi italiani: consideriamo Eroi costoro perché salvano le nostre vite. Al contrario moltissimi dei personaggi raccontati da “Terra Benedetta” hanno lottato e perduto le proprie vite per un ideale prima che per ogni altra cosa. Oggi la maggioranza degli italiani sembra ben disposta a rinunciare alla libertà in cambio della salvezza della vita ma nel passato eroi come Mameli o Falcone hanno preferito perdere la vita pur di non dover vivere in ginocchio, davanti agli stranieri come davanti alla mafia. Una lezione che non è assolutamente il caso di dimenticare nei giorni folli in cui stiamo vivendo.

E la riscoperta dei simboli nazionali, come le bandiere alle finestre o l’inno di Mameli cantato dai balconi, ci ricordano che c’è un bisogno profondo, e forse per molti inconscio, di patria e di eroismo e che, ieri come oggi, raccontare queste storie significa educare noi stessi all’amore per la nostra Patria e ridare all’Italia, oggi prostrata e depressa, la consapevolezza che qualunque cosa possa accadere rimarrà, se ne saremo all’altezza, una Terra Benedetta perché ricca di Eroi