Gianni Berrino: “Tornare alla sinistra significa sprofondare”

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L’assessore Berrino attacca sulla questione autostrade e sulla gestione del Ponte

Abbiamo incontrato Gianni Berrino di Fratelli d’Italia, assessore regionale in Liguria con delega al lavoro e politiche attive dell’occupazione, ai trasporti e al turismo.

Perché secondo lei i liguri il 20 e 21 settembre dovrebbero confermare la coalizione di centrodestra?

Perché questa amministrazione ha lavorato molto bene e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E non parlo solo della realizzazione in tempi rapidissimi del nuovo ponte di Genova San Giorgio. E perché dare la Regione in mano al centrosinistra significherebbe farla sprofondare: avete visto come il Governo ha gestito il problema delle nostre autostradei?

Con la crisi economica e la pandemia il mondo del lavoro ha sofferto moltissimo.

Come assessorato al lavoro abbiamo fatto tutto quanto possibile per contenerli continuando senza sosta l’attività per i conteggi della cassa integrazione in deroga con 7 milioni di ore rendicontate trasmesse ad Inps per oltre 35 mila lavoratori.

Prima dell’emergenza sanitaria le cose stavano andando meglio rispetto alle gestioni precedenti di centrosinistra? 

Nel primo trimestre del 2015 i disoccupati erano 67.869 e gli inattivi 305 mila mentre nel terzo trimestre 2019 i disoccupati erano in calo di oltre 10 mila unità e gli inattivi di 40 mila. In Liguria a fine anno avevamo 628.914 occupati contro i 607.869 del 2015. Questi risultati perché a novembre 2016 la Regione ha stanziato 10 milioni di euro per percorsi occupazionali ai lavoratori più “anziani” che non percepiscono ammortizzatori sociali e 14,7 milioni per le aree di crisi industriale (savonese, Val Bormida, Imperia, comuni della Statale 28, e parte dei Comuni di Genova e La Spezia). Nel 2018 abbiamo siglato un’intesa con Inail e Anmil per il reinserimento lavorativo di persone con disabilità da lavoro e abbiamo stanziato 363 mila euro per il Fondo diritto al lavoro delle persone disabili. Poi abbiamo lanciato il progetto Fast per 1,3 milioni di euro, che prevede quali destinatari lavoratori disoccupati a seguito di licenziamento collettivo e lavoratori in cassa integrazione straordinaria che abbiano ricevuto lettera di licenziamento. In autunno abbiamo aperto la stagione della seconda Garanzia Giovani che si pone l’obiettivo di sostenere i giovani Neet (cioè che non studiano né lavorano) fino ai 29 anni con adeguate politiche attive di istruzione, formazione ed inserimento nel mondo del lavoro.

Anche per i trasporti le limitazioni non hanno agevolato gli spostamenti sui mezzi pubblici.

Purtroppo sì, causando gravissimi disagi ai pendolari con cui ci siamo rapportati tantissimo in questi cinque anni: però abbiamo cercato in tutti i modi di garantire sempre i servizi sia su gomma che su ferro. Per quel che riguarda i treni abbiamo rivoluzionato un orario ferroviario vecchio e stantio introducendone uno cadenzato. Inoltre con il nuovo contratto Trenitalia farà 390,5 milioni di investimenti per la sostituzione dei treni, 50,6 milioni per l’ammodernamento della rete e 31 milioni per revamping e restyling della flotta. Nel 2015, l’età media dei treni regionali in Liguria era di 26 anni, mentre nel 2023 sarà di 4,6 anni grazie a 48 nuovi treni che saranno in circolazione.

Il problema della Liguria è la mancanza di infrastrutture che la rendano meno isolata.

Assolutamente sì! La condizione necessaria affinché il piano di cui sopra venga attuato è la messa in opera entro il 2023 delle nuove infrastrutture ferroviarie: nodo ferroviario di Genova, terzo valico dei Giovi, raddoppio della linea a Ponente e quadruplicamento della Milano-Genova. Continueremo a fare costante pressione sul Governo affinché queste opere si portino finalmente a compimento.

La pandemia è stata un disastro per il turismo, settore così importante per la Liguria.

Soprattutto per i cosiddetti “Ponti di Primavera”, ma abbiamo messo in opera una serie di interventi. La Liguria è la prima regione che ha istituito la tassa di soggiorno come tassa di scopo: con il Patto per il Turismo i Comuni si impegnano a investire in iniziative, manifestazioni o nel miglioramento delle strutture turistiche. Per aiutare le imprese, invece, con la terza edizione del bando del Patto per il lavoro nel Turismo nei primi giorni di luglio abbiamo avuto già 1384 assunzioni da 470 aziende per contratti a tempo determinato di almeno quattro mesi: davvero un bel segnale di vivacità e di voglia di ripresa a dimostrazione che il bonus assunzionale è un valido strumento di politica attiva.

Che obiettivo vi ponete?

Paragonando i quattro anni dell’amministrazione di centrosinistra (luglio 2011-giugno 2015) e di quella Toti (luglio 2015-giugno 2019) abbiamo avuto 3 milioni di arrivi in più e 6,3 milioni di presenze in più. Finita la pandemia vogliamo migliorare ancor di più questi dati e fare della Liguria un meta turistica ancor più attraente.

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