Un appello per salvare la biblioteca di Niscemi

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Continua ad avanzare la frana del 25 gennaio che ha colpito la cittadina siciliana, coinvolgendo anche la biblioteca “Angelo Marsiano” situata nel quartiere Sante Croci di Niscemi. I 4 mila libri custoditi nello scantinato dell’edificio, tra volumi storici, documenti, mappe e appunti, rappresentano un patrimonio culturale di enorme pregio, non solo per la città, ma per tutta la Sicilia. Il rischio di essere coinvolta è imminente, un pezzo di cultura siciliana si potrebbe disperdere. Salvare la biblioteca di Niscemi, adottando tutte le procedure a nostra conoscenza, anche con tecnologie di ultima generazione è un dovere civile. Nel corso degli anni nel Paese, sono state fatte tante esercitazioni nei musei per prevenire scenari possibili, come terremoti, alle alluvioni e frane, adesso bisogna passare dalle parole ai fatti, salvare l’archivio letterario siciliano è l’obiettivo da raggiungere in fretta.

La biblioteca “Angelo Marsiano” si trova all’interno di un edificio prossimo alla linea di demarcazione del movimento franoso, prima che avvenissero i disastrosi eventi naturali, la biblioteca aveva iniziato un percorso di conservazione e valorizzazione del patrimonio, percorso che avrebbe compreso la catalogazione e la digitalizzazione di parte dei libri posseduti, adesso tutto si è bloccato, bisogna mettere in sicurezza il sito è proseguire.

La voce si è alzata forte anche grazie alla scrittrice Stefania Auci, che ha denunciato con vigore il rischio imminente. La sua non è solo una protesta, ma un grido d’aiuto per evitare che “un pezzo di memoria finisca letteralmente in polvere”. Anche ICOM Italia, l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e l’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI) hanno lanciato un appello urgente alla Regione Siciliana.
Per recuperare la collezione libraria dal prestigioso contenuto serve uno sforzo da parte di tutti gli attori che ruotano nella tutela della sicurezza dei beni culturali, salvare il patrimonio culturale in scenari emergenziali (come chiese, biblioteche, musei) deve diventare una priorità perché, in casi di eventi emergenziali, i simboli culturali e identitari di un luogo devono essere ripristinati quanto prima, per permettere ai cittadini di poterne usufruire.

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