A Giardini Naxos il mito incontra la moda

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Al Museo e Parco Archeologico di Naxos l’incontro “Mito e Moda. Dalla parte della bellezza”, promosso nell’ambito di “Aspettando Naxoslegge 2026” e moderato da Mariangela Preta.

Archeologia, alta moda, fotografia e identità mediterranea si sono incontrate questa mattina al Museo e Parco Archeologico di Naxos in occasione di “Mito e Moda. Dalla parte della bellezza”, appuntamento inserito nel programma di “Aspettando Naxoslegge 2026”.

L’incontro ha anticipato la XVI edizione del Festival delle narrazioni, delle letture e del libro, in programma dall’11 al 18 settembre, e si è svolto nel segno di “Mythos. La sfida del pensiero mitico”, tema scelto per l’edizione 2026.

A introdurre la mattinata sono state Adriana Pizzino, direttrice del Parco Archeologico Naxos Taormina, e Fulvia Toscano, direttrice artistica di Naxoslegge. A moderare il confronto è stata Mariangela Preta, archeologa e direttrice del Polo museale di Soriano Calabro.

Al centro dell’appuntamento, alcune importanti esperienze espositive italiane nelle quali la moda entra negli spazi museali e dialoga con i reperti archeologici, dimostrando come il patrimonio antico possa continuare a generare forme, linguaggi e nuove interpretazioni della bellezza.

Quattro percorsi tra antico e contemporaneo

Stella Falzone, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, ha presentato la mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTA”. Le creazioni del grande maestro della moda italiana, caratterizzate da volumi scultorei, geometrie, pieghe e accostamenti cromatici, sono state poste in relazione con le forme e l’eleganza dei reperti custoditi dal museo tarantino. Un incontro tra archeologia e alta moda capace di mostrare la persistenza, attraverso i secoli, di proporzioni, colori e principi di armonia.

Francesco Muscolino, direttore dei Musei Nazionali di Cagliari, ha illustrato il percorso della mostra “Plissé sempre Plissé”, dedicata alla piega come elemento che attraversa epoche e linguaggi differenti. Dagli abiti e dai costumi di scena alle testimonianze archeologiche, il plissé si rivela una tecnica antichissima e, nello stesso tempo, sorprendentemente contemporanea, capace di modellare la materia e conferirle movimento.

Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ha ripercorso l’esperienza di “Gianni Versace. Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute”, mostra dedicata al rapporto profondo tra lo stilista reggino e la cultura della sua terra d’origine. Abiti, accessori, arredi, bozzetti e immagini sono stati messi in dialogo con reperti provenienti dai siti archeologici calabresi, facendo emergere l’influenza esercitata dalla Magna Grecia, dal mito e dall’identità mediterranea sull’immaginario creativo di Gianni Versace.

A completare il viaggio è stato l’intervento di Giusi Diana, storica dell’arte e della fotografia, dedicato al rapporto tra Elsa Haertter ed Emilio Pucci a Piazza Armerina. Particolare attenzione è stata riservata agli scatti realizzati negli anni Cinquanta nella Villa Romana del Casale, dove le modelle che indossavano i costumi della collezione Siciliana di Pucci furono fotografate accanto ai celebri mosaici delle atlete romane. Un confronto visivo divenuto iconico, nel quale la fotografia mette in comunicazione la moda del Novecento con le immagini femminili dell’antichità.

La dichiarazione di Mariangela Preta

“L’incontro ha dimostrato che l’archeologia non appartiene soltanto al passato, ma continua a parlare al presente e a nutrire la creatività contemporanea. Le esperienze presentate raccontano musei capaci di costruire relazioni, nei quali gli abiti, le fotografie e i reperti si illuminano reciprocamente. Moda e archeologia condividono una medesima ricerca: dare forma alla bellezza, rappresentare l’identità e raccontare l’essere umano attraverso i secoli. Moderare questo confronto, in un luogo simbolico come il Parco Archeologico di Naxos, è stata per me un’occasione particolarmente preziosa”.

La mattinata ha restituito l’immagine di un museo aperto alla contaminazione tra discipline e linguaggi, capace di mettere in relazione la memoria archeologica con la creatività contemporanea. Dai volumi senza tempo di Roberto Capucci alle pieghe che attraversano la storia, dalle radici magno-greche di Gianni Versace al dialogo fotografico tra Emilio Pucci e i mosaici di Piazza Armerina, il pubblico è stato accompagnato in un itinerario nel quale il passato non è stato soltanto evocato, ma reinterpretato.

“Mito e Moda. Dalla parte della bellezza” ha così offerto un’importante occasione di approfondimento e confronto, confermando la capacità di Naxoslegge di intrecciare archeologia, letteratura, arte e cultura contemporanea e aprendo idealmente il cammino verso l’edizione 2026 del Festival.

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