Nel 90esimo anniversario della fondazione di Fertilia (1936-2026), si è tenuta l’11 settembre presso la sede del Consiglio Comunale di Alghero (Villa Maria Pia), la cerimonia ufficiale di firma dell’Accordo di Scopo che sancisce la nascita formale della “Rete Nazionale delle Città di Fondazione – CITTÀ DEL ’900”.
L’intesa siglata ai sensi dell’articolo 15 della Legge 241/90 unisce 11 Comuni italiani diffusi in 4 Regioni (Fertilia-Alghero, Arborea, Carbonia, Latina, Guidonia Montecelio, Pomezia, Pontinia, Sabaudia, Tresignana, Predappio e Torviscosa), con l’obiettivo di valorizzare in modo integrato il patrimonio urbanistico, architettonico, culturale e sociale nato dalle grandi opere di pianificazione, bonifica e antropizzazione del Novecento.
La scelta di Fertilia come sede per la nascita della Rete ha un valore altamente simbolico perché la cittadina nata nel 1936 nel quadro della trasformazione della Nurra è diventata nel secondo dopoguerra il punto d’approdo ed esempio virtuoso di accoglienza e integrazione per la comunità degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia.
La versione definitiva dell’impianto urbano di Fertilia è quella disegnata dal gruppo 2PST nel 1937, che succede ad Arturo Miraglia responsabile del primo progetto nel 1935. Due piani catatterizzati da altrettante idee di città e architetture. Il piano Miraglia è contraddistinto da uno schema piuttosto libero, influenzato dal modello delle città giardino di ideologia ruralista e antiurbana, invece il piano del gruppo 2PST opta invece per un’idea di maggiore compattezza e rigorosità urbana.
Proprio il gruppo 2PST, formato dagli architetti Concezio Petrucci e Mario Luciano Tufaroli insieme agli ingegneri Emanuele Filiberto Paolini e Riccardo Silenzi, già autori della città di Aprilia, vincono nel 1937 il concorso per la realizzazione della città di fondazione di Pomezia (Città Identitaria).
Pomezia è caratterizzata da un approccio urbanistico di stampo romano, con strade parallele che richiamano cardi e decumani.
Quello che oggi è conosciuto come nucleo architettonico aulico di fondazione include le principali architetture di rappresentanza e simboliche della Città:
- La Piazza, sulla quale affacciano gli edifici del potere civile e religioso, oggi rinominata Piazza Indipendenza;
- La Casa Comunale o Municipio, sulla quale domina la Torre Civica (ex serbatoio idrico) distrutta durante la Seconda guerra mondiale e ricostruita tenendo fede al progetto originario;
- La Chiesa, consacrata a San Benedetto Abate, caratterizzata da una monumentale facciata su cui si impone l’opera scultore di Venanzo Crocetti con le “Storie di San Benedetto;
- La Casa del Fascio, che ospitava la sede amministrativa dell’allora partito locale;
- L’Edificio delle Poste e Telegrafi, anch’esso fondamentale nell’architettura del nucleo edilizio principale delle città pontine in quanto costituiva il tramite comunicativo tra le nuove cittadine e il resto d’Italia.
Alla manifestazione del 11 settembre a Fertilia era presente il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, che ha affermato che “Le Città di Fondazione rappresentano la trasformazione fisica e sociale del lavoro: il punto in cui la fatica dell’uomo ha incontrato il territorio per riscattarlo e farlo diventare bene comune”
Valorizzare queste architetture è di fondamentale importanza in quanto generano diverse conoscenze e diverse iniziative, infatti tra gli scopi principali dell’accordo rientrano la promozione turistica sostenibile, la rigenerazione urbana del patrimonio razionalista, l’istituzione del “Festival delle Città del Novecento” e l’avvio del percorso per il riconoscimento UNESCO dell’architettura modernista e razionalista italiana.


















